Il Giappone ora vuole aderire al Purl

martedì 10 febbraio 2026


Due giorni dopo l’elezione che ha praticamente consegnato il Parlamento del Giappone al Partito liberal democratico (Ldp) della premier Sanae Takaichi, Tokyo si è mossa già in campo filo-americano. In linea con le promesse elettorali sull’aumento di interesse verso la difesa e l’esercito nazionale. Il Giappone, infatti, si prepara a formalizzare il proprio contributo a una delle principali iniziative di sostegno all’Ucraina promosse dalla Nato. Secondo quanto riferito da diversi funzionari dell’Alleanza all’emittente pubblica giapponese Nhk, e rilanciato da Ukrinform, il Paese dovrebbe annunciare a breve l’adesione al programma Purl (Prioritized Ukraine requirements list). Si tratta di un meccanismo volto a coordinare la fornitura a Kiev di munizioni e attrezzature di fabbricazione statunitense, attraverso il quale il governo giapponese intende finanziare l’acquisto di equipaggiamento non letale destinato alle Forze di difesa ucraine.

La decisione di partecipare all’iniziativa sarebbe già stata comunicata informalmente a diversi Paesi membri della Nato e alle autorità ucraine. In qualità di partner asiatico dell’Alleanza, il Giappone dovrebbe dunque ufficializzare la propria adesione al Purl nel prossimo futuro. Le fonti citate precisano che il contributo nipponico sarà limitato a forniture di natura difensiva e non offensiva, tra cui sistemi radar, giubbotti antiproiettile e altre dotazioni non letali. Un funzionario della Nato ha sottolineato come anche questo tipo di equipaggiamento sia cruciale per l’Ucraina, definendo il coinvolgimento di Tokyo uno sviluppo di rilievo nel quadro del sostegno internazionale a Kiev.

Mentre la guerra continua, la speranza in un dialogo continua a brillare – anche se debole – in fondo al tunnel. Da Mosca arrivano segnali di cauto ottimismo sulla ripresa dei contatti. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che non è stata ancora fissata una data per il prossimo round di colloqui sull’Ucraina, ma ha ribadito che i negoziati potrebbero tenersi a breve. “Non ci sono ancora date specifiche, ma speriamo comunque che avvenga presto”, ha affermato il megafono di Vladimir Putin. Che ha inoltre confermato l’esistenza di “contatti” tra Russia e Francia, precisando che tali scambi “ci sono stati possiamo confermarlo, e ciò aiuterà a stabilire rapidamente un dialogo al massimo livello”. Il riferimento è alle recenti dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron, secondo cui Parigi avrebbe ripristinato contatti tecnici con Mosca. Al momento, tuttavia, la Francia resta un caso isolato nel panorama europeo. “Per quanto riguarda le altre capitali europee, finora non ci sono state iniziative simili”, ha aggiunto Peskov, rispondendo ai giornalisti che chiedevano se altri Paesi dell’Unione avessero seguito l’esempio francese.


di Redazione