martedì 6 ottobre 2026
Claudio Descalzi ha incontrato Milei a Parigi. Sul tavolo con Milei c’era Argentina LNG, il progetto di Eni, YPF e XRG che può arrivare nell’ordine dei 51 miliardi di dollari. Gas di Vaca Muerta. Due impianti galleggianti da 6 milioni di tonnellate annue ciascuno nella prima fase. Poi 18 milioni. Milei ha quantificato in oltre 200 miliardi di dollari i progetti presentati sotto il RIGI. La decisione d’investimento è attesa entro fine anno. La produzione dal 2030. Gli americani stanno lavorando anche al Corredor Andes-Atlántico per portare minerali ed energia verso i porti. Netanyahu ha incontrato Milei a New York.
Scott Bessent lo ha detto chiaro. Gli Stati Uniti possono usare il proprio bilancio come strumento di politica estera e l’Argentina è stata il primo caso. Nell’ottobre 2025 il Tesoro americano aveva aperto con la banca centrale argentina uno swap da 20 miliardi di dollari. La Export-Import Bank ha messo sul tavolo fino a 7 miliardi per progetti argentini nei minerali critici e nell’energia. Washington e Buenos Aires hanno firmato due accordi, uno sui minerali critici e l’altro sul commercio.
L’Argentina possiede circa il 12 per cento delle riserve mondiali di litio. Nel 2025 ha esportato minerali per 6,037 miliardi di dollari, record storico. Il litio da solo ha portato 905 milioni. BHP e Lundin Mining stanno lavorando a Vicuña, San Juan, uno dei grandi distretti di rame ancora da sviluppare. Rio Tinto ha comprato Arcadium Lithium per 6,7 miliardi. Eramet ha annunciato altri 350 milioni per Centenario-Ratones, a Salta.
Nell’accordo sui minerali critici Buenos Aires si impegna a facilitare gli investimenti americani insieme alle province e a utilizzare il RIGI per accelerare i grandi progetti. Nel testo c’è l’impegno a privilegiare gli Stati Uniti come partner per rame, litio e altri minerali critici rispetto alle economie e alle imprese che manipolano il mercato. La presenza cinese nel settore minerario argentino è già forte.
Il RIGI lo ha fatto Milei nel 2024. Trent’anni di stabilità per i grandi investimenti ammessi al regime. L’imposta societaria scende dal 35 al 25 per cento. Agevolazioni doganali. A determinate condizioni aumenta progressivamente la disponibilità dei proventi delle esportazioni in valuta estera.
A Vaca Muerta ci sono circa 308 trilioni di piedi cubi di shale gas tecnicamente recuperabile e 16 miliardi di barili di shale oil secondo le stime EIA. Chevron c’è già. Argentina LNG punta a 12 milioni di tonnellate annue nella prima fase e può arrivare a 18. La Export-Import Bank finanzierà progetti argentini che prevedano acquisti di beni e servizi americani. Una parte dei 7 miliardi torna negli Stati Uniti sotto forma di commesse.
L’Argentina ha acquistato 24 F-16 ex danesi con autorizzazione americana. I primi sei sono arrivati nel dicembre 2025. Ha comprato 8 blindati Stryker dagli Stati Uniti.
Milei ha chiesto per l’Argentina lo status di NATO Global Partner.
Ad aprile Milei era di nuovo in Israele, terza visita da presidente. Con Netanyahu ha lanciato gli Accordi di Isacco, rivolti anche ad altri governi latinoamericani. Nel documento si parla di terrorismo e narcotraffico. L’Iran occupa parecchio spazio. C’è il coordinamento negli organismi internazionali. Una parte riguarda gli scambi economici e tecnologici.
Argentina e Israele hanno firmato un memorandum sull’intelligenza artificiale, con programmi che coinvolgono istituzioni e imprese. È stata annunciata una rotta diretta Buenos Aires-Tel Aviv.
L’esercito argentino ha scelto l’ARAD 7 della Israel Weapon Industries per sostituire progressivamente i vecchi FAL. Una parte sarà prodotta in Argentina attraverso Fabricaciones Militares. È previsto il trasferimento tecnologico.
Con Israele gli argentini hanno qualche precedente pesante. Il 17 marzo 1992 una bomba distrusse l’ambasciata israeliana a Buenos Aires: 29 morti e oltre 200 feriti. Il 18 luglio 1994 l’attentato all’AMIA ne fece 85 e più di 300 feriti. La giustizia argentina ha attribuito responsabilità a Hezbollah e ad alti funzionari iraniani. Milei ha inserito il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica nel registro argentino delle organizzazioni terroristiche.
Milei e Netanyahu si sono rivisti a New York durante l’Assemblea generale dell’Onu. È tornato il dossier iraniano. Si è parlato della possibilità di portare gli Accordi di Isacco in altri Paesi dell’America Latina. Netanyahu sta aumentando i contatti nella regione mentre i rapporti con diversi governi europei si sono fatti difficili. Milei ha confermato la linea argentina su Israele. Il suo governo ha annunciato il trasferimento dell’ambasciata a Gerusalemme.
Washington è rientrata in Argentina con lo swap da 20 miliardi e con il credito della Export-Import Bank. Dietro vengono le imprese americane.
Con Netanyahu il discorso cambia. Iran. E i due attentati di Buenos Aires. Gli Accordi di Isacco possono spostare il rapporto con Israele anche fuori dall’Argentina, dentro l’America Latina.
Milei li ha messi nello stesso disegno. Ha scelto il campo occidentale e intanto cerca soldi per tirare fuori dal sottosuolo quello che l’Argentina possiede. Gli F-16 sono già arrivati. Vaca Muerta ha bisogno di miliardi per trasformare quel gas in LNG.
La Cina non è sparita. Nel 2023 Pechino aveva attivato 6,5 miliardi di dollari dello swap con Buenos Aires. Aziende cinesi operano nel litio e la Cina resta uno dei maggiori partner commerciali dell’Argentina. Milei non ha cancellato quei rapporti né rinunciato allo swap. Ma gli americani sono rientrati.
Poi Milei sale su un palco con un giubbotto di pelle e afferra il microfono. Capelli impossibili e basettoni da Elvis Presley.
È lui la rockstar!
di Massimo Ricciuti