venerdì 7 agosto 2026
Sassolini di Lehner
All’attenzione del direttore e della redazione de L’Opinione delle Libertà. Nel settembre prossimo venturo sarà doveroso e giusto avviarci in massa, invitando a partecipare anche i lettori, in un famigerato locale pubblico, ristorazione e bottiglieria, di Bastia Umbra in provincia di Perugia. Lì consumeremo, sorseggeremo, assaggeremo e doneremo un po’ di conoscenza e civiltà ai manganellatori. I gestori del locale, che forse si chiama “Libro e Moschetto”, ispirandosi agli antichi cartelli del 1938 (“In questo locale gli ebrei non sono graditi”; “É vietato l'ingresso ai cani, ai mendicanti e agli ebrei”; “Per ragioni di igiene è vietato sputare sul pavimento e l’accesso ai giudei”) hanno ritenuto di dover avvisare gli avventori: “in questo locale non sono graditi israeliani e sostenitori di suddetta pseudo-nazione”.
Magari non se ne rendono conto, essendo probabilmente più ignoranti delle capre di montagna. Non si tratta di patetici sedicenti sinistrelli duri e puri, bensì dei soliti osceni bulli fascio-comunisti. La nostra missione umanitaria e pedagogica consisterà, appunto, nell’illustrare a costoro la loro vera tragica identità. Il sindaco del Partito democratico Erigo Pecci può prendere tutte le distanze che vuole dalle capre sue compagne, però anche il rouge piddino scaturisce dall’olio di ricino, dal manganello, dall’orbace e dalla camicia nera transitati speditamente nella Dc e nel Pci. Purtroppo, madre Historia ci comunica che l’Umbria rossa si conferma ancora una volta erede naturale dell’Umbria denominata “prima regione fascista d’Italia”. Gli umbri, in effetti, superarono pure gli emiliani in fascistizzazione precoce.
Perugia meritò l'appellativo di “Capitale della rivoluzione fascista”, sia per aver ospitato e rifocillato i quadrumviri, Italo Balbo, Emilio De Bono, Cesare Maria De Vecchi, Michele Bianchi, i fascio-marciatori diretti a Roma; sia per essersi distinta avendo creato per prima la ridicola Facoltà fascista di Scienze politiche. L’odierna Umbria, sedicente falce e martello, ci ricorda l’olio di ricino, in foggia di amorosi sensi tra i comunisti di Palmiro Togliatti e i “fratelli in camicia nera”, nonché il patto Molotov-Ribbentrop, corredato dal grazioso cadeau – gli ebrei detenuti nei gulag consegnati alle camere a gas di Birkenau – offerto da Iosif Stalin ad Adolf Hitler.
A settembre, amici de L’Opinione delle Libertà, la vacanza intelligente si fa a Bastia Umbra nel locale dei fascio-comunisti. Sarà gradita la partecipazione degli ebrei sostenitori di Israele.
di Giancarlo Lehner