mercoledì 1 luglio 2026
Sassolini di Lehner
Dopo aver lasciato, com’è giusto, un po’ del mio sangue occidentale nei pressi di Donetsk, dove i morti ucraini e russi si moltiplicano giorno dopo giorno, per la vanagloria dei “volenterosi” e dei venditori di ordigni, sono riuscito gradualmente a lasciare l’Ucraina, leggermente ferito, ma sano, salvo e resilientemente vivo. Ho precisato quanto sia stato dovuto il mio leggero ferimento, giacché di fatto anche noi italiani siamo partecipi della guerra russo-ucraina. Oggi, mi trovo finalmente in Polonia, nel voivodato di Lublino. La buona stella che assiste i vecchi temerari mi ha fatto incontrare una brava infermiera, peraltro più avvenente di Venere, che mi ha prontamente disinfettato e bendato le ferite. Proprio da codesta provvidenziale e splendida fanciulla ho appreso uno degli ennesimi orrori della Polonia di Donald Tusk, decaduta a colonia pappa e ciccia con l’Ue.
La vicenda è esemplare e tale da suggerire ai miei connazionali di non permettere giammai ai Tusk italiani del cappio, pardon, del campo largo, di ri-occupare Palazzo Chigi. Si tratta di una squallida replica delle magagne sovietiche. In Urss, ad esempio, scoprii con orrore che si producevano due tipi di salumi: quelli di puro suino per la nomenklatura comunista e quelli di non si sa composti di quali porcherie per il popolo. Ecco la fotografia della Polonia odierna, non più Urss, ma Eurss. Uno dei primari dell’ospedale del Sud di Varsavia ha denunciato in questi giorni una situazione vergognosa. Nel pronto soccorso gestito da un dottorino ben ammanicato coi governanti ma neppure specializzato è stato creato un ingresso privilegiato per le Very important people, dotato anche di bar e televisione, parallelo allo stanzone per la gente comune.
Mentre i poveracci vittime di incidenti o gravemente ammalati sono costretti a lunghe attese, addirittura fino a tre giorni e alcuni nel frattempo sono deceduti, oligarchi, potenti e dirigenti del partito di Tusk, magari solo colpiti da una sbornia o da un’unghia incarnita vengono immediatamente accolti, coccolati e curati, come il marito della presidente del senato che per una sciocchezza ebbe immediata precedenza su chi rischiava davvero molto, anche di morire. Il dottorino forte della tessera della Piattaforma civica, il partito di Donald Tusk, inoltre, guadagna un’enormità di zloty, risultando al lavoro la bellezza di 23 ore al giorno. Insomma, codesto medico targato Po si staglia ben oltre la leggendaria bufala di Aleksej Stakhanov, il nembo kid dei minatori che, però, in realtà, non vide mai una miniera, essendo dedito soltanto ai reiterati cento grammi di vodka. Donald Tusk, leader del cappio largo polacco, invece di arrossire e tacere, ha stigmatizzato il primario autore della denuncia, definendolo come medico poco credibile. In verità, vergogna su vergogna, traballa la credibilità proprio di Tusk, visto che uno dei dirigenti sanitari dello stesso ospedale del Sud, essendo comproprietario di un'azienda pompe funebri, da vero becchino lucra sulla mortalità, facendo in modo che le onoranze e le sepolture siano affidate sistematicamente alla propria ditta. La settimana prossima tornerò a far danni in Italia.
di Giancarlo Lehner