Italia progressista-Hamas: “follow the money”

mercoledì 10 giugno 2026


Quando è troppo, è troppo. Rassegniamo le dimissioni irrevocabili dal baraccone mediatico, divenuto un postribolo di faziosità. Nossignore, non ci stiamo. E semmai talvolta, a nostro disdoro, abbiamo sorvolato sulla sfacciataggine dei media nostrani, zerbino della sinistra, adesso non possiamo tacere. Come è possibile che per giorni, settimane, la stampa e le tv del politicamente corretto ci hanno fracassato i maroni con la storia, rivelatasi una bufala colossale, della grazia presidenziale ottenuta con metodi truffaldini da “l’indegna” Nicole Minetti, e nessuno, dicasi nessuno, degli “onesti” cronisti e commentatori a senso unico sia saltato dalla sedia, abbia avuto almeno un sussulto, nel leggere dell’inchiesta (meritoria) del quotidiano Il Tempo, diretto da Daniele Capezzone, sugli ingenti fondi raccolti in Italia e finiti nelle tasche dei tagliagole di Hamas? Dov’è finito il fiuto da investigatori dei talentuosi – nel senso dell’abilità a costruire nauseanti teoremi e scoop-spazzatura infarciti di fake news – che sono il vanto di una certa sinistra benpensante? Non siamo in presenza di un’inchiesta promossa da un quotidiano orientato a destra. Si tratta di un’indagine che la magistratura genovese sta conducendo da mesi e che ha portato a scoperchiare il vaso di pandora del collateralismo di organizzazioni pseudo umanitarie con il terrorismo di matrice islamica.

Riassumiamo i fatti. Ieri l’altro, Il Tempo pubblica, a firma di Alessandro Bertoldi, due paginate sullo stato del procedimento penale – noto come Operazione Domino – avviato dalla procura della Repubblica del Tribunale di Genova a carico dell’Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese (Abspp) con sede nel capoluogo ligure, diretta da Mohammad Hannoun. Dalle carte dell’indagine emergono i collegamenti con la Euro-mediterranean human rights monitor, con sede a Ginevra, presieduta da Ramy Sahel Ismail Abdu, meglio conosciuto come Ramy Abdu. Secondo l’accusa vi sarebbero solidi elementi documentali che proverebbero gli stretti legami tra quest’ultimo e una centrale operativa pro-Hamas attiva in Turchia. L’azione della Procura ha portato nei mesi scorsi all’arresto di nove sospettati – tra questi anche quel “sant’uomo” di Hannoun – e al sequestro di otto milioni di euro. Per gli investigatori italiani la raccolta fondi a sostegno delle “povere vittime” di Gaza, messa in piedi dalla associazione pro-Pal, sarebbe una copertura che nasconde una vasta rete organizzativa dedita a foraggiare il terrorismo di Hamas. I rapporti tra Hannoun e Abdu sarebbero ampiamente dimostrati, come anche la natura e il volume delle transazioni intercorse tra i due. Un file rinvenuto nel corso delle perquisizioni disposte dall’autorità giudiziaria e intitolato “Contabilità RA-Abdu” recherebbe traccia dei flussi di denaro inviati ad Abdu e da quest’ultimo girati a beneficio della santa causa terrorista via Turchia. Nel solo periodo di gennaio-agosto 2024 sarebbero state registrate entrate per 1.172.945 dollari e uscite per 1.222.627 dollari. In un altro file vi sarebbero prove del trasferimento di oltre due milioni di dollari a favore di Osama Alisawi, ex ministro dei Trasporti del governo Hamas a Gaza.

È una montagna di denaro drenata nel nostro Paese e inviata ai terroristi. Uno scandalo di prima grandezza che dovrebbe occupare le aperture dei giornali e delle principali testate televisive. E invece niente. Si riparla della Minetti e di Marco Travaglio. Vi sembra una cosa normale? Vi sembra minimamente accettabile che di ciò che accade a Israele non si dica nulla se non che Benjamin Netanyahu è un criminale nazista, che l’esercito israeliano è forza di occupazione nelle pacifiche terre dei palestinesi – e adesso anche dei libanesi – e che quelli di Hamas sono assassini perché il governo di Tel Aviv li ha costretti a diventare tali. Cioè: se gli ebrei non fossero ebrei, i miliziani di Hamas anziché compiere atti terroristici si occuperebbero di andare a farfalle nel deserto del Negev. Ci rendiamo conto dell’assurdità di tutto questo? La sinistra ci vuole complici dei tagliagole e tace quando la verità viene a galla. E, soprattutto, ordina ai suoi lacché stabilmente accampati nei media di non parlarne, di dirottare l’attenzione dell’opinione pubblica da una parte che non sia quella del terrorismo di matrice islamista.

A proposito di finanziamenti opachi, siamo ancora in attesa che qualcuno degli inutili idioti occidentali risponda alla domanda, sollevata ai tempi della crociera velica pro – “povere vittime” di Gaza organizzata dalla indomita “Flotilla”: chi è che ha finanziato l’acquisto milionario di tutte le imbarcazioni impegnate sia nella prima, sia nella seconda crociera? Non ditelo a noi che vi siamo fieramente e irriducibilmente ostili, ma spiegatelo agli italiani, in particolare a quelli distratti che vi prendono sul serio e pensano, sbagliando di grosso, che voi siate brave persone intente a fare il bene dell’umanità. Prima i denari per montare il baraccone della flotta umanitaria pro-Gaza, adesso i fiumi di soldi con la finta destinazione umanitaria. Come si può sopportare tutto ciò senza porsi qualche domanda, senza farsi prendere da qualche sacrosanto dubbio? Si può, se si è stupidi creduloni o se si è in malafede. Conoscendo i politici del campo progressista, avendoli guardati bene in faccia, protendiamo per la seconda ipotesi. Costoro sono tutt’altro che stupidi. E le coperture assicurate agli agenti di Hamas in Italia non sono casuali e neppure inconsapevoli.

Vedremo che sviluppi avrà l’inchiesta genovese. Ma, se come auspicabile, gli indagati verranno condotti alla sbarra per rispondere dei loro crimini, confidiamo che le poche voci libere, che ancora si odono a contrastare il mortifero silenzio dei media organici alla sinistra, facciano un gran baccano che anche i sordi non potranno fare a meno di udire. Diamine! Siamo ancora l’Italia che ha combattuto e vinto il terrorismo delle Brigate rosse. È la storia, ancor prima della fede politica, a imporci l’obbligo morale di essere sempre e comunque schierati dall’altra parte del campo largo il quale, nel frattempo, per volontà dei suoi ispiratori e frequentatori, è diventato “campo Hamas”.


di Cristofaro Sola