mercoledì 3 giugno 2026
Chi ha assistito alla consueta Parata della Festa della Repubblica ha capito perché talvolta si levano voci sconsiderate di chi la vorrebbe abolire.
Ogni anno è un successo che supera ogni aspettativa ed è la conferma del sondaggio Eurispes presentato al pubblico lo scorso 28 maggio: Forze armate e Forze dell’Ordine insieme ai Vigili del Fuoco sono di gran lunga in testa tra le Istituzioni più gradite dagli Italiani.
Dopo l’esecuzione dell’Inno nazionale da parte di Andrea Bocelli accompagnato dalla Banda Interforze, la sfilata è entrata nel vivo con le bandiere delle Forze Armate e della Guardia di Finanza, i gonfaloni di Regioni, Province e Comuni, i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma e i vessilli delle organizzazioni internazionali di cui l’Italia fa parte, tra cui Onu, Nato e Unione Europea.
La parata ha visto sfilare reparti di ogni specialità e di ogni Forza armata con differenze che sembravano annullarsi nell’armonia della marcia ove come in una danza collettiva uniformi, volti ed età sembravano sfumarsi. Anche il tempo nell’occasione perde la sua definizione perché le unità che sfilano equivalgono a quelle del secolo scorso e a quelle di domani, pervase da quei sentimenti che fanno venir meno differenze geografiche, sociali, culturali e gerarchiche. Abbiamo assistito ad un bel momento celebrativo dell’efficienza del nostro Paese a dispetto di coloro che considerano le Forze armate più un problema simbolico che una necessità strategica.
A confermare, comunque, che la Festa della Repubblica non è solo delle Forze armate, hanno sfilato anche 250 sindaci provenienti da tutta Italia, simbolo degli oltre 8.000 Comuni italiani e del legame tra lo Stato e i territori, e componenti del servizio civile e della Protezione Civile.
La solita organizzazione impeccabile e la capacità di gestire tutti gli aspetti dell’evento, dalla logistica ai dettagli, in un contesto, i Fori Imperiali, di per sé magico, ha contribuito a creare un’atmosfera unica e di grande emozione.
Alla cerimonia hanno assistito le più alte cariche dello Stato, a partire dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, dopo l’omaggio al Milite Ignoto all’Altare della Patria, ha raggiunto via dei Fori Imperiali per presiedere la rivista militare, a bordo di una delle quattro spettacolari Lancia Flaminia Decapottabili fatte realizzare dal Presidente Gronchi nel 1961 e ancora tenute perfettamente in efficienza.
Presenti anche il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il presidente della Camera Lorenzo Fontana e il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso. Numerosa la rappresentanza del governo: tra gli altri, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, il ministro della cultura Alessandro Giuli e il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, insieme ad altre autorità civili e militari intervenute per celebrare la ricorrenza.
Un particolare non sfuggito a molti, la figlia del Presidente della Repubblica, Laura Mattarella, era seduta in una normale tribuna in mezzo ad altri comuni invitati.
Un’edizione speciale per un particolare anniversario pienamente riuscita, dedicata a chi ogni giorno è al servizio del Paese, come ricordato anche dal tema scelto per il 2026: “80 anni di Repubblica, ottant’anni al servizio del Paese”.
Un momento di festa per tutti che non dovrebbe suscitare polemiche, terminato con l’uscita dall’area della cerimonia del Presidente del Consiglio accompagnata da una vera e propria standing ovation del pubblico.
Un’ultima nota: quest’anno, finalmente, l’accesso ai vari settori della manifestazione non era consentito solo ad invito, ma era aperto a tutti coloro che sono riusciti ad ottenere i biglietti d’ingresso messi a disposizione dallo Stato Maggiore della Difesa in rete allargando enormemente la platea dei partecipanti. Molto bene!
di Ferdinando Fedi