Giorgia, è tempo di realpolitik

giovedì 16 aprile 2026


Sassolini di Lehner

Le mie bestemmie quotidiane:

1) Avant tout il faut cultiver notre jardin (François-Marie Arouet), ovvero Roberto Vannacci è l’unico che ha capito Voltaire: in caso di necessità, tipo nonni e nipotini che muoiono di freddo, industrie bloccate per carenza di energia, aerei a terra, auto-mobili divenute forzatamente immobili, isterie di massa, caos, eversioni e sovversioni, comunque prima che tali disastri accadano, sarebbe da governanti saggi e realistici acquistare gas e petrolio dalla Russia.

2) Giorgia Meloni dovrebbe preoccuparsi non per i rilievi mossi da Donald Trump, bensì spaventarsi per il sostegno pervenutole da Elly Schlein, dai cattocomunisti, dalle sette clericali e soprattutto dallo spiritista, svenditore delle aziende di Stato e della lira, Romano Prodi.

3) Sterzare quando ci si imbatte in un ostacolo improvviso è buona cosa. Dopo, però, bisognerebbe riprendere la retta via, riallacciando i legami con Donald Trump e Benjamin Netanyahu, evitando di succhiare le ruote agli inaffidabili “volenterosi” o, peggio, divenirne gregari. Chi va con i cialtroni, impara a traballare e a pasticciare.

4) Nei momenti di difficoltà, in luogo di rinnegare ideali, valori, radici, Weltanschauung non conforme, si ritorna più facilmente in buona forma se ci si allena, facendo ginnastica in casa propria e non nelle altrui ed avverse palestre, usando attrezzi tanto diversi da quelli consueti.

5) Persistendo lo spavento indotto dai “No”, c’è il rischio, a causa delle troppe sterzate, di fare campagna elettorale, per fortuna non pro campo largo, ma per Futuro Nazionale.

6) La morte verrà ed avrà gli occhi della lealtà verso Volodymyr Zelens’kyj. 

Già in passato, l’estrema fedeltà all’alleato costò catastrofe, sconfitta, orrori e piazzale Loreto; mentre i voltagabbana che tradirono in tempo continuarono a contare, a legiferare, a governare, sino ad imporre la loro narrativa storiografica.

La Repubblica e la Costituzione più bella del mondo non l’hanno fatta i fedelissimi, ma le tempestive e lungimiranti banderuole. Adesso, non sarebbe il caso di seguirne l’esempio vincente? Tradire al momento giusto e divenir camaleonti porta bene e conduce lontano. E se cominciassimo a revocare le autolesionistiche sanzioni alla Federazione russa?

La Storia è fatta di lacrime, sangue e... tradimenti. Basti pensare alla imbattuta dinastia dei Savoia, da Vittorio Amedeo II in poi, che detiene il record mondiale del Voltafaccia.


di Giancarlo Lehner