Draghi al Quirinale? Solo se rivince il centrodestra

venerdì 20 marzo 2026


Sassolini di Lehner

L’affetto, quasi da patrigno a figliastro, mi spinge a criticare il mio caro ragazzaccio ormai fuori controllo.

Purtroppo, non ci sono più limiti all’idolatria di Roberto D’Agostino, il santone non di Trevignano, bensì della ZTL capitolina, devotissimo di san Mario Draghi, il già “vile affarista”, il già “liquidatore dell’industria pubblica italiana”, il già “iper-remuneratore di Luigi Di Maio”, il già “eccellentissimo stra-trombato al Colle”.

Nessun biasimo se il culto fosse sfociato nell’omelia, dopo Genova e Como, implorante la sostituzione del piemontese Gian Piero Gasperini con il ruspante romano e romanista Draghi.

Invece, in luogo della salvezza della A.S. Roma, i rosari sono stati sgranati ed i ceri accesi per quel mistero doloroso e dannoso chiamato Unione europea. 

Infatti, l’ennesimo inginocchiamento robertiano a san Mario da Goldman Sachs Group celebra la ieratica scoperta dell’acqua calda da parte dell'affarista.

Infatti, Draghispia, ormai senza pudore, titola: “Finalmente l’Europa ascolta Draghi: il nemico numero uno è la burocrazia”.

Aprire porte aperte non è un gran segno di talento, inoltre Franz Kafka, Max Weber e molti altri, sino a Silvano Ambrogi, autore de I burosauri, diedero assai prima delle banalità draghiane, l’allarme sui danni e la demenzialità del burocratismo realizzato. 

Il ragazzaccio Roberto è, peraltro, tanto più imperdonabile, perché, svillaneggiando ossessivamente Giorgia Meloni e il suo Esecutivo, arrivando addirittura al masochismo di perorare il successo del “No” al referendum, non si rende conto di tarpare definitivamente le ali al venerato Mario, tuttora speranzoso di volare verso il Quirinale.

Soltanto Giorgia e il centrodestra, ispirati da astuzia ed euro-real politik potrebbero voler candidare Mario alla Presidenza della Repubblica.

Il da te coccolato e sbaciucchiato “campo largo”, carissimo Roberto fuori di testa, considera Draghi meno gradito dell’ortica strofinata sui testicoli.

Altro che al Quirinale, tu che sei un turpiloquente militante sai bene dove lo manderebbero.

Insomma, alla fin fine, sei tu, non io, a bestemmiare san Draghi, condannandolo ad un futuro cosparso non di alture, ma di giardinetti.

 


di Giancarlo Lehner