Nipote di nonne abruzzesi deviate vota Sì

mercoledì 4 marzo 2026


Sassolini di Lehner

Mia nonna Colomba era orgogliosamente abruzzese. Proveniva da Raiano, terra dei famigerati Peligni deviati organizzati. L’altra mia nonna Geneviève Corbi, che mi fu anche madre, sfortunatamente non era iscritta ad una loggia massonica. 

Fece di peggio.

Fu anch’ella proditoriamente abruzzese, addirittura efferata marsicana, assidua nei covi deviati di Avezzano, San Pelino e P2, cioè Paterno di ritorno. 

In onore delle nonne Colomba e Geneviève − gran mistero gaudioso quei maschi romanacci, Remo e Mario Lehner intenti a rapire non sabine ma abruzzesi −, e in ricordo della sospetta sorgente sulfurea, nome in codice mafioso “La Solfa”, nonché del fertilissimo patataro deviante Fucino, seguendo pedissequamente le indicazioni delle guide supreme della corporazione togata, Nicola Gratteri e Nino Di Matteo, voterò, da criminale organizzato genetico qual sono − tutta colpa del Dna nonnastro −, un “Sì” squillante, manco fossi un delinquente riformista del Pd.

Del resto, noi miserabili mascalzoni, eredi di Victor Hugo, il famigerato ispiratore della separazione delle carriere − me lo rammentava ogni dì Arturo Diaconale, il più abruzzese di tutti, essendo nientemeno che liberal-montoriese deviato come tutti gli aprutini in ceppi o a piede libero − abbiamo il dovere di stare dalla parte di Jean Valjean, giammai con quel forcaiolo maniaco di Javert.

Insomma, l’imperativo categorico kantiano è votare per la giustizia giusta e contro le oscene caste faraoniche.

Arturo mi esortava, inoltre, a non dimenticare Salvatore Gallo, condannato all’ergastolo, per omicidio del fratello Paolo, morto vivente, nonché cadavere, capace 7 anni dopo di presentarsi vegeto e vagante.

Arturo mi pregò, inoltre, di non omettere mai l’innocentissimo Enzo Tortora, condannato a 10 anni dalla tragicomica malagiustizia sotto dettatura della camorra, torturato a sangue, in aggiunta, da giornalisti iscritti nell’ Albo dei Carnefici professionisti e in quello dei Cialtroni pubblicisti.

Sì, dieci, cento, mille, 20 milioni di volte Sì, contro le caste degli intoccabili e contro i servi a mezzo stampa, gli utili idioti che fecero carriera colorando le veline di Procura. E ancora le colorano perché tengono famiglia e mutui da pagare.

Che dire?

Viva le nonne abruzzesi. Viva l’Abruzzo forte, gentile e... giusto.


di Giancarlo Lehner