Paramount-Warner, Ellison: “Maxifusione sarà fatta in due settimane”

giovedì 24 settembre 2026


La fusione da 111 miliardi di dollari tra Paramount Skydance e Warner Bros. Discovery “potrebbe essere cosa fatta in due settimane”. È la previsione del prossimo capo della super major David Ellison. Tradotto vuol dire: sul fronte dello streaming Hbo, Paramount+ e Showtime; in materia di media, Cnn e CbsNews. Un colosso dell’intrattenimento cinetelevisivo di caratura globale. Il sì finale della Writers Guild of America seguito a quello di un gruppo di 12 Stati che a luglio, dopo l’uscita di scena di Netflix, avevano fatto causa per antitrust ha sigillato l’operazione. Dopo settimane di negoziati, Paramount e gli Stati hanno concordato una serie di concessioni che consentiranno di portare a termine l’operazione. Tra queste la creazione di un consiglio incaricato di garantire l’indipendenza editoriale di Cnn e Cbs News: un tema di forte attualità alla luce della nuova guerra dichiarata dalla Casa Bianca ai media. Già. Perché il 43enne David Ellison e suo padre Larry, che con i miliardi di Oracle ha sostenuto il lato finanziario della fusione, sono considerati politicamente vicini al presidente Donald Trump.

Ellison si è inoltre impegnato a distribuire ogni anno 30 film nelle sale cinematografiche (almeno 36 sono già in dirittura d’arrivo nel 2027) e a investire 1,5 miliardi di dollari in più nella produzione cinematografica nei prossimi cinque anni, aumentando la quota di film realizzati negli Usa come sollecitato proprio da Trump all’inizio del suo secondo mandato e spendendo 5 milioni di dollari a sostegno del cinema indipendente. “Hollywood ne esce più forte”, ha detto Ellison rispondendo alle preoccupazioni degli scettici. Rappresentati, in primis, dal procuratore generale della California Rob Bonta. Il quale era stato messo in difficoltà dal governatore californiano Gavin Newsom timoroso per la perdita di migliaia di posti di lavoro nel suo stato. La stessa Paramount aveva alzato il pressing con le minacce di trasferire la propria sede legale in Tennessee obbligando la coalizione dei 12 Stati a pagare 1,88 miliardi di dollari per aver ritardato l’operazione. Scontenta anche la Wga, secondo cui l’accordo non tutela adeguatamente i suoi iscritti. Il sindacato degli sceneggiatori, tuttavia, non se l’è sentita di proseguire la battaglia legale senza il sostegno degli Stati e aveva quindi gettato la spugna. Più dura la posizione del procuratore generale del Connecticut, William Tong, che avrebbe voluto imporre la separazione di Cnn e Cbs News dal nuovo colosso mediatico: “Era quello che sarebbe servito a salvaguardare un giornalismo etico e indipendente”. Sulle barricate anche Mark Ruffalo. L’attore e attivista ha attaccato duramente Newsom, accusandolo su X di aver “regalato una grande vittoria a Trump e ai suoi amici miliardari”.


di Redazione