giovedì 16 aprile 2026
“Navigare nelle situazioni”. Navigare a vista, si potrebbe dire oggi, riguardo all’economia globale. Servirebbe una strategia, questo lo sa Giancarlo Giorgetti, che ha parlato ieri sera al Wilson Center di Washington delle relazioni tra Stati Uniti e Italia. Rapporti “eccellenti” in diplomazia, economia e scienza. Che “in 165 anni hanno avuto periodi” più intensi e un po’ meno. “Le radici delle nostre relazioni affondano nei valori comuni”, ha aggiunto. In questo scenario, ha osservato, “va sottolineato che l’economia italiana ha mostrato una solida resilienza nonostante il contesto internazionale difficile, caratterizzato da condizioni finanziarie più restrittive e rallentamento del commercio globale”. L’Italia continua a perseguire un “percorso di responsabilità fiscale. Un approccio prudente ai conti pubblici non è un’opzione ma una necessità, soprattutto in un contesto di incertezza e volatilità. È essenziale mantenere la fiducia dei mercati e rafforzare la capacità di reagire efficacemente agli shock esterni”, ha dichiarato.
Secondo Giorgetti, i segnali provenienti dai mercati finanziari sembrano premiare questa impostazione. La “crescente fiducia” mostrata dai mercati verso i titoli di Stato italiani “riflette questa traiettoria, premiando la determinazione e la coerenza del governo nel perseguire questi obiettivi”, ha aggiunto. Il ministro ha poi allargato lo sguardo ai grandi cambiamenti che stanno ridefinendo gli equilibri economici globali: la competizione tecnologica tra le grandi potenze, la transizione energetica e la trasformazione delle catene di approvvigionamento. In questo quadro, ha sottolineato, “un dialogo aperto e continuo, anche in campo economico, diventa ancora più essenziale”. Il mondo in cui viviamo “sta cambiando molto rapidamente. Il dialogo tra governi, imprese e comunità accademiche è fondamentale”, ha osservato. Giorgetti ha quindi evidenziato il peso delle relazioni economiche tra Roma e Washington. “Gli Stati Uniti sono tra i partner più importanti dell’Italia nel commercio e negli investimenti. Gli scambi bilaterali hanno raggiunto livelli senza precedenti, superando i 100 miliardi di dollari lo scorso anno, con gli Stati Uniti come principale destinazione extra-Ue per le esportazioni italiane, a testimonianza della profonda interconnessione tra i nostri sistemi produttivi”.
Le aziende italiane presenti negli Stati Uniti sostengono migliaia di posti di lavoro qualificati, mentre le imprese americane rappresentano tra i principali investitori stranieri in Italia, soprattutto nei comparti ad alto valore aggiunto. In questo contesto, ha spiegato il ministro, “le aziende americane trovano in Italia un ambiente industriale altamente avanzato, una base manifatturiera di livello mondiale, solide competenze tecniche e una crescente apertura all’innovazione”. Allo stesso tempo, “le imprese italiane vedono negli Stati Uniti un mercato dinamico, un ecosistema tecnologico leader e un partner chiave per la crescita internazionale. Di conseguenza, queste aziende collaborano strettamente in settori strategici come manifattura, difesa e aerospazio, sanità e innovazione”. Il prossimo Forum Usa-Italia su imprese, investimenti, scienza e innovazione, “si terrà a Miami il prossimo giugno e riunirà aziende, decisori politici e istituzioni di ricerca per rafforzare le partnership economiche, scientifiche e tecnologiche”.
Un altro capitolo centrale della collaborazione riguarda la sicurezza economica e la stabilità delle catene di approvvigionamento. Il ministro ha osservato che “le tensioni geopolitiche, la competizione tecnologica e le interruzioni del commercio globale hanno evidenziato la necessità di reti di approvvigionamento più sicure, diversificate e affidabili”. Per questo motivo, ha aggiunto, “la resilienza delle catene di approvvigionamento è oggi una componente centrale della sicurezza nazionale”. A margine della visita a Washington, Giorgetti ha avuto anche un incontro bilaterale con il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent. Il colloquio, definito dal Ministero dell’Economia “molto cordiale e costruttivo”, ha affrontato in particolare “l’impatto economico del conflitto in Medio Oriente e le relazioni bilaterali” tra Roma e Washington.
di Redazione