Caro carburante, l’Italia sta meglio del resto d’Europa

giovedì 26 marzo 2026


Il costo del carburante è più alto nel resto d’Europa. In Italia i prezzi del diesel e della benzina continuano a risentire della guerra in Iran, nonostante il taglio delle accise. L’aumento registrato, però, è relativamente più basso rispetto a quello delle principali economie europee. È quanto emerge dagli ultimi dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha pubblicato il consueto aggiornamento dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti. Secondo le rilevazioni aggiornate a oggi, lungo la rete stradale nazionale il prezzo medio in modalità self service si attesta a 1,74 euro al litro per la benzina e a 2,04 euro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, i valori risultano leggermente più elevati: 1,8 euro al litro per la benzina e 2,1 euro per il gasolio. “A quasi un mese dall’inizio delle guerra del Golfo, che ha pesantemente inciso sull’andamento dei mercati energetici internazionali, l’Italia registra la crescita più contenuta dei prezzi dei carburanti tra i principali Paesi europei e, al contempo, i prezzi medi di benzina e gasolio inferiori rispetto alle grandi economie industriali dell’Unione europea, Francia e Germania”. Lo afferma il Mimit sulla base di quanto emerge dall’ultimo Weekly oil bulletin della Commissione europea, che monitora settimanalmente l’andamento dei prezzi nei Paesi membri.

I dati “confermano in modo inequivocabile l’efficacia del sistema di monitoraggio introdotto dal Governo nel gennaio 2023 e dei controlli tempestivamente attivati fin dall’inizio delle tensioni in Iran”. Nel confronto con gli altri grandi Paesi europei, l’incremento dei prezzi della benzina registrato in Italia nell’ultimo mese si ferma al 7,5 per cento. Un aumento nettamente inferiore rispetto a quello rilevato in Francia, dove il rialzo ha raggiunto il 15,4 per cento, e in Spagna, dove ha toccato il 17,8 per cento. Anche la Germania registra un incremento più elevato, pari al 13,8 per cento. Una dinamica analoga si osserva anche per il gasolio. In Italia il prezzo è cresciuto del 18,9 per cento nell’ultimo mese, mentre negli altri principali Paesi europei l’aumento è stato decisamente più marcato: +32,3 per cento in Spagna, +27,8 per cento in Francia e +22,9 per cento in Germania.

Il Weekly oil bulletin evidenzia come i prezzi medi italiani restino più bassi rispetto a quelli di Francia e Germania. Questa settimana la benzina in Italia si è attestata a 1,77 euro al litro, mentre il gasolio ha raggiunto i 2,02 euro. Nello stesso periodo in Francia il prezzo medio è stato di 1,97 euro per la benzina e 2,1 euro per il gasolio, mentre in Germania si è saliti rispettivamente a 2,07 euro e 2,13 euro al litro. Il Ministero ricorda inoltre che l’Italia “ha messo in campo misure mirate, come il credito dimposta per gli autotrasportatori, per evitare che gli aumenti legati al conflitto si trasferissero sui prezzi dei beni trasportati, alimentando l’inflazione, che comunque in Italia resta tra le più basse d’Europa, segnando a febbraio l’1,5 per cento rispetto al 2,1 per cento della media europea (dati Eurostat)”.

A Trieste, intanto, arrivano le prime multe per chi non si adegua. Gli operatori che non hanno rispettato gli obblighi di comunicazione dei prezzi sono stati sanzionati dalla Guardia di finanza. Gli agenti del comando provinciale della Gdf, in linea con le direttive del Comando generale della Guardia di finanza, hanno rafforzato le verifiche lungo la filiera dei prodotti energetici, concentrando l’attenzione sugli impianti stradali di distribuzione. Nel corso delle attività ispettive sono state individuate irregolarità a carico di due società, sanzionate per non aver trasmesso al portale “Osservaprezzi carburanti” del Mimit i prezzi praticati alla pompa. La comunicazione, prevista dalla normativa vigente, deve essere effettuata almeno una volta alla settimana anche in assenza di variazioni. La violazione comporta una sanzione amministrativa che può arrivare fino a 2.000 euro. Le infrazioni accertate sono state segnalate alla Prefettura di Trieste.


di Zaccaria Trevi