Agatha Christie: omicidi con la ricina

giovedì 22 ottobre 2026


C’è un giardino botanico delizioso a Londra, in Inghilterra, in cui ogni pianta – velenosa – viene associata a un racconto giallo della famosissima scrittrice Agatha Christie. C’è anche la ricina con le sue innumerevoli proprietà. Il veleno ha ispirato il racconto giallo La morte è di casa (The House of Lurking Death), del 1924, i cui protagonisti sono Tommy e Tuppence Beresford. Lois Hargreaves è una giovane ereditiera che vive nella grande casa di campagna Thurnly Grange. Preoccupata per una serie di misteriosi avvelenamenti, si rivolge ai detective Tommy e Tuppence. Alcune famiglie della zona hanno ricevuto anonimamente scatole di cioccolatini avvelenati con arsenico. Anche nella casa di Lois tutti si sono sentiti male dopo aver mangiato i cioccolatini, tranne lei, che non ama il cioccolato. Un dettaglio inquietante la convince che il colpevole sia qualcuno della sua stessa casa: la carta utilizzata per avvolgere la scatola proviene da un pacco precedente destinato alla famiglia. Tommy e Tuppence decidono di intervenire, ma arrivano troppo tardi. Lois muore dopo aver mangiato dei panini con pasta di fichi. Anche Dennis Radclyffe, un parente che vive nella casa, e l’anziana signorina Logan vengono gravemente colpiti. Un’altra ospite, Mary Chilcott, rimane illesa. Inizialmente si sospetta che il cibo sia andato a male. Gli investigatori, però, capiscono che si tratta di un nuovo avvelenamento, diverso da quello dei cioccolatini. Nella casa ci sono diversi possibili colpevoli, ciascuno con motivi per destare sospetti:

Tommy scopre inoltre che Dennis non aveva mangiato i panini nello stesso momento degli altri. Un bicchiere usato da lui diventa un indizio importante.  Il veleno responsabile delle nuove morti è la ricina. Tommy e Tuppence collegano il caso a un vecchio libro di medicina e veleni appartenuto al padre di Miss Logan, uno studioso di sostanze utilizzate nella ricerca medica. Gli indizi conducono proprio a Miss Logan: è lei la responsabile degli avvelenamenti. Il suo obiettivo è eliminare Lois e Dennis per ottenere il patrimonio familiare. La morte di Lois avrebbe permesso a Dennis di ereditare la fortuna; eliminando anche lui, Miss Logan, sua parente più prossima, avrebbe avuto la possibilità di ereditarla. La donna aveva anche cercato di proteggersi dagli effetti del veleno attraverso una pratica descritta nel racconto. Hannah, che sospettava già di Miss Logan, sente la rivelazione e la aggredisce, provocando un incendio. Tommy riesce a spegnere le fiamme, ma Miss Logan muore per un attacco cardiaco. Il bicchiere di Dennis presenta inoltre tracce del veleno, confermando la ricostruzione investigativa. Aghata Christie costruisce il mistero su tre elementi tipici dei suoi gialli:

Il titolo inglese, The House of Lurking Death, evoca proprio la sensazione che la morte si nasconda dentro la casa, fra persone che si conoscono e condividono la stessa quotidianità. In questo l’intera opera letteraria di Georges Simenon ci insegna che è sempre dentro e intorno la cerchia amicale e/o familiare che si nasconde il criminale colpevole. Nel racconto The House of Lurking Death, la pratica consiste nell’auto somministrarsi ripetutamente piccolissime dosi di ricina tramite iniezioni sottocutanee, con l’obiettivo di sviluppare una certa resistenza al veleno. È ciò che Miss Logan avrebbe fatto, secondo la spiegazione di Tuppence. L’idea, nel racconto, è che l’organismo produca una risposta immunitaria contro la tossina. Tuttavia è un espediente narrativo che non va considerato un metodo sicuro o affidabile nella realtà: la ricina è estremamente tossica e non esiste una procedura domestica sicura per sviluppare immunità. Nel racconto Tuppence nota i puntini rossi sul braccio di Miss Logan. Sono numerosi, piccoli segni che sembrano provocati da un ago ipodermico. Ne parla con Tommy, osservando che il medico non le avrebbe fatto una quarantina di iniezioni. All’inizio non sa che cosa significhino. Tommy ipotizza persino una dipendenza da cocaina, ma Tuppence non è convinta: Miss Logan non mostra i segni che si aspetterebbe in quel caso.

Appena scoprono che il veleno è la ricina, Tuppence collega questa informazione a un vecchio libro del padre di Miss Logan, esperto di terapie con sieri, che tratta proprio di veleni e delle loro proprietà. Gli indizi si incastrano. Tuppence conosce il lavoro del padre e sa che Miss Logan avrebbe potuto conoscere la ricina e la teoria dell’immunizzazione. Deduce quindi che i puntini siano segni di iniezioni che Miss Logan si praticava per rendersi meno vulnerabile al veleno. La conferma così arriva dal confronto finale in cui Tuppence affronta Miss Logan e le spiega la sua deduzione: i segni sul braccio, il libro del padre e la conoscenza della ricina la collegano agli avvelenamenti. Il punto fondamentale è che Tuppence non scopre direttamente che Miss Logan si è iniettata la ricina. Prima osserva i segni, poi, quando conosce la natura del veleno e trova il collegamento con il padre, riesce a interpretarli. In tempi di cronache criminali oggi con utilizzi di ricina e ricerche precise specifiche sul veleno, è d’obbligo una precisazione scientifica: nel racconto di Agatha Christie questa presunta immunizzazione è un espediente narrativo: non è cioè né sicuro né realistico pensare che iniettarsi piccole quantità di ricina possa rendere una persona immune. La ricina è estremamente fatalmente tossica.


di Vladimiro Iuliano