giovedì 15 ottobre 2026
Con Brianza, Simone Catania mette in scena un convincente apologo amorale sulla terra dei soldi. Il film, in concorso nella sezione Progressive Cinema della 21ª Festa di Roma, è ispirato a un terribile caso di cronaca nera consumatosi nel 2010, nella zona di Como, in piena crisi economica. Il racconto disperato sui mostri perbene della porta accanto, con le cadenze di un western contemporaneo che omaggia i fratelli Coen, vede protagonista Giorgio Farina (un superbo Fausto Russo Alesi), erede di una prestigiosa armeria in Brianza, che rischia di perdere tutto dopo aver investito una fortuna nell’apertura di “boutique” di lusso delle armi in Svizzera. Travolto dai debiti e ossessionato dalla propria rispettabilità e dall’alto tenore di vita preteso dell’esigente moglie (una svampita Marina Rocco), Giorgio si lascia coinvolgere in un piano di appropriazione indebita da Alberto Fumagalli (un mefistofelico Paolo Pierobon), titolare di dodici distributori di benzina. Inizia un viaggio comune in un universo senza regole, con inevitabili striature tragiche. Il film è sostanzialmente diviso in due parti. La prima, di grande efficacia, registra la presenza di un trio di personaggi che avrebbe ben figurato in un impianto narrativo esclusivamente noir. Paolo Pierobon è un uomo bizzarro dai tratti luciferini, Fausto Russo Alesi delinea il ritratto di un uomo alla deriva, Marina Rocco è una femme fatale di provincia che insegue i fatui sogni piccolo-borghesi. La seconda parte, più rapida e sbrigativa, tende a sintetizzare il racconto più che a svilapparlo.

Simone Catania nasce a Cantù (Como) nel 1980, da genitori siciliani. Si diploma nel 2005 all’Accademia di Belle Arti di Torino. In seguito, si specializza nella scrittura, regia e produzione di documentari e fiction. Dal 2001 lavora nell’ambito dell’arte contemporanea, realizzando opere video riconosciute a livello internazionale e collaborando con artisti come Janet Cardiff e George Bures Miller, Kate Gilmore e Rebecca Belmore. Nel 2007 ha fonda, insieme ad altri, la società di produzione Indyca.
“Avevo voglia di raccontare e prendere spunto da questa storia vera, anche per far capire che il capitalismo ha vinto e che comanda il denaro”, dice il regista e anche produttore con Rai Cinema. “Facciamo parte di un mondo ricco che volevo raccontare non in modo giudicante, ma con la giusta ironia anche se c’è dietro un fatto di cronaca nera. Da qui nasce Brianza, un film che vuole inserirsi un po’ nel genere, ma con uno sguardo autoriale. Il fatto è – continua – come dimostra questo mio lavoro che in noi italiani c’è sempre un’indole libertina. E in Brianza questo sentimento è molto forte, più forte rispetto ad altre parti. Vale a dire farsi le cose da sé in una sorta di Far West come quando si andava verso Ovest alla ricerca dell’oro, la cosa più importante da avere”. Per Fausto Russo Alesi, “la Brianza è certo il luogo metaforico di una certa attitudine umana. Io mi sono calato nei panni di questo commerciante che fa un viaggio doloroso insieme a Fumagalli scoprendo che in fondo hanno bisogno l’uno dell’altro, un viaggio esistenziale dentro il loro stesso perimetro”. Paolo Pierobon ricorda di avere “incontrato a quell’epoca un sacco di Fumagalli nell’hinterland milanese nello spirito di quell’edonismo reganiano, di quel mondo western che entrambi praticano nei loro giochi di ruolo”. Prodotto da Indyca con Beauvoir Films, Rough Cat, scritto dal regista insieme a Ugo Chiti e Fabio Natale, illuminato dalla fotografica plumbea di Pietro Zuercher, montato da Chiara Griziotti, è contrappuntato dalla colonna sonora musicale ipnotica firmata da Victor Hugo Fumagalli, edita da Edizioni Curci. Nel cast figurano anche Giovanni Calcagno, Christophe Sermet, Gisella Burinato, Giuseppe Catania, Mattia Sbragia, Dimitri Paoletti, Matteo Caremoli, Davide Gagliardi, Margherita Coldesina Pola, Rossana Bena e Daniele De Marchi.
di Andrea Di Falco