lunedì 12 ottobre 2026
Un omaggio al cinema italiano attraverso l’esposizione dei costumi di scena. Cinecittà si Mostra è un progetto che nasce con l’obiettivo di raccontare la storia e lo sviluppo del nostro cinema. La nuova selezione degli abiti di scena, visibile fino al 15 febbraio 2027, è a cura di Barbara Goretti, responsabile Cinecittà si Mostra e Miac, con il contributo dell’Associazione italiana scenografi costumisti arredatori. Dagli abiti gioiello del film Il diavolo veste Prada 2 a quelli indossati da Jane Fonda in Barbarella, dalla tunica di Anthony Hopkins nei panni dell’imperatore Vespasiano in Those about to die agli abiti di scena di Pier Paolo Pasolini nel Decameron e nei Racconti di Canterbury scelti per ricordare il centenario della nascita di Danilo Donati. E poi i costumi di scena di Alberto Sordi nel Marchese del Grillo e quelli di Massimo Troisi nel Viaggio di Capitan Fracassa (entrambi Costumi d’arte Peruzzi), in omaggio ad Ettore Scola nel decennale sella sua scomparsa. Solo alcuni dei costumi e degli accessori originali di scena che si aggiungono alla collezione permanente di abiti creati e usati dal mondo del cinema in mostra a Cinecittà.

Come sottolineano gli organizzatori in una nota, “l’iniziativa propone una riflessione sul ruolo della materia nel costume cinematografico, ripercorrendo oltre mezzo secolo di sperimentazione attraverso alcuni protagonisti della storia del cinema, della moda e dell’artigianato italiano rilevando quanto sia alta la capacità di costumisti e artisti nel dar corpo alle creazioni più sorprendenti”. Nelle creazioni originali per Il Diavolo veste Prada 2, al centro dell’esposizione, l’oro è l’elemento alla base dell’intera collezione di accessori e per vere e proprie architetture indossabili, utilizzate dalla costumista Molly Rogers e selezionate dal repertorio di Pikkio, storica azienda italiana specializzata nella lavorazione dei monili per cinema, teatro e alta moda. “Sono creazioni che sono state d ispirazione anche per le scene della Milano Fashion Week e per la performance di Lady Gaga. Qui la costumista ha usato, aggiungendo una pioggia di strass, un copricapo a cuore firmato da Simone Picchio, fondatore e titolare della Pikkio Jewels”, si legge nella nota.
Altro focus della mostra è la scelta degli abiti per il film Barbarella: cinque capi della Sartoria Farani firmati da Jacques Fonteray che inneggiano alla sensualità femminile e all’estro creativo. Per le armature delle guardie, fatte interamente di cuoio, fu scomodato perfino Carlo Rambaldi, il maestro italiano degli effetti speciali. L’esposizione dà spazio inoltre al costumista e scenografo Danilo Donati per omaggiarne il talento visionario in occasione del centenario della nascita che ricorre quest’anno: provengono infatti dai film di Pier Paolo Pasolini (Sartoria Farani) le creazioni del due volte Premio Oscar: tessuti naturali, lane grezze, juta, bottoni come campanellini vestono Silvana Mangano e Maria Gabriella Maione nel Decameron, mentre dai Racconti di Canterbury è in mostra una pellanda tipica del tardo medioevo indossato proprio da Pasolini nel ruolo di Geoffrey Chaucer, padre della letteratura inglese.
di Silvia Alter