Rimini: mostra di Dante Ferretti, lo scenografo Premio Oscar

martedì 4 agosto 2026


Il Grand Hotel di Rimini omaggia Dante Ferretti con una mostra in suo onore. È la celebrazione di una carriera straordinaria: un vero e proprio one man show all’insegna del fellinismo. La personale Dante Ferretti. E la nave va è stata inaugurata alla presenza dello scenografo tre volte premio Oscar (nel 2005, per The Aviator di Martin Scorsese; nel 2008 Sweeney Todd di Tim Burton; nel 2012 per Hugo Cabret ancora di Scorsese). L’esposizione offre un estratto dei bozzetti originali e dei disegni preparatori che hanno fruttato al maestro i tre prestigiosi riconoscimenti dell’Academy Award e quelli nati dalla storica collaborazione con Federico Fellini, in pellicole indimenticabili come La città delle donne (1980), Ginger e Fred (1986), e, per l’appunto, E la nave va (1983), che dà il titolo alla mostra (aperta fino al 3 settembre nella Sala Tonino Guerra). Al taglio del nastro insieme alla presentatrice Simona Ventura e al giornalista Giovanni Terzi, l’ottantunenne artista maceratese ha regalato alla platea un carosello del dietro le quinte del grande cinema. Interpellato su quale sia la parte del suo lavoro che lo appassiona di più, risponde “Quando è finito tutto”.

E sul perché Fellini abbia abbattuto dei muri dice: “Dovete chiederlo a lui, sta qui al cimitero di Rimini, sicuramente vi darà la risposta”. Anche se – ricorda divertito – “io ne dicevo tante di bugie, ma lui ovviamente ne diceva molte più di me. Mi ricordo che quando dicevamo la verità, diventavamo tutti e due bianchi. Lui diventava rosso in faccia quando diceva la verità”. Con Fellini “dire le bugie era una cosa molto apprezzata”, prosegue il maestro ricordando quanto fossero soliti raccontarsi i propri sogni. Il sodalizio col cineasta riminese fu intenso. I due condividevano persino gli uffici di Cinecittà (il regista all’ultimo piano, lo scenografo al piano terra del celebre Teatro 5). “E poi all’ora di pranzo andavo sempre da lui e mangiavamo insieme le cose che faceva la sua cameriera. Sono 44 anni che sono lì”. Esilarante il retroscena sulla genesi della palla demolitrice in Prova d’orchestra (1978). Fellini voleva far abbattere il muro del conservatorio da un bulldozer. Ferretti, che aveva appena visto un film con Paul Newman dove una palla agganciata a una gru demoliva degli edifici, gli suggerì l’alternativa. Fellini fece sua l’idea davanti ai produttori e allo scenografo stesso. “A me chiese: ti piace l’idea? Allora ho detto: Federico, è un’idea meravigliosa, bravo”. Ferretti ricorda poi gli inizi a 17 anni quando, arrivato a Roma, vide per la prima volta Ben Hur (1959) di William Wyler. “A quel punto ho detto: ecco quello che voglio fare. Ho convinto mio padre a iscrivermi all’Accademia di Belle arti e Scenografia. Ed eccomi qua”. Un altro sodalizio artistico è stato quello con Martin Scorsese, che gli è valso ben due Oscar. Racconta un episodio: “Io leggo la sceneggiatura, faccio i bozzetti, e il regista dice: “Ah sì, mi piace”.


di Eugenio De Bartolis