Animazione, “La gabbianella e il gatto” torna in versione restaurata

lunedì 20 luglio 2026


Uno dei racconti poetici di Enzo D’Alò ritorna in versione restaurata in 2K. Il maestro dell’animazione italiana ha presentato al Giffoni Film Festival il suo capolavoro più noto: La gabbianella e il gatto. Il lungometraggio, tratto dal romanzo Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepúlveda, da oggi sarà disponibile su Mediaset Infinity. Sono quasi trent’anni che la gabbianella orfana Fortunata si crede un gatto e che il gatto Zorba non solo, dopo averla covata, non se la mangia ma le insegna addirittura a volare. E sono quasi ttent’anni che ci invita ad amare gli altri, anche quando sono diversi da noi. Eppure la storia meravigliosa nata dal genio dello scrittore cileno non smette di parlare a giovani e meno giovani e diventa incredibilmente ogni giorno più attuale. A spiegarne il motivo, è stato lo stesso regista, scrittore e sceneggiatore napoletano. “La gabbianella e il gatto – ha detto all’Ansa – da quasi trent’anni racconta di solidarietà, amicizia, inquinamento, rispetto della diversità, comprensione di chi non è come noi e quindi direi che i suoi contenuti ancora oggi sono drammaticamente attuali. Quindi è un film che deve fare crescere i bambini, ma anche gli adulti e far capire loro i temi che sono trattati con degli animaletti e con dei disegnini in questo film sono importanti perché toccano il cuore delle persone. Rivederlo oggi sul grande schermo è una gioia immensa. È come ritrovare un vecchio amico e scoprire che ha ancora moltissimo da raccontarci”. Con l’occasione D’Alò ricorda il grande scrittore cileno che la Gabbianella l’ha creata: “Sepúlveda è stato un autore speciale, è stato un autore che io amavo per i suoi romanzi scritti per gli adulti in cui raccontava anche momenti drammatici della sua vita. Quando ha deciso di raccontare una storia dedicata a un pubblico infantile, a una nuova generazione, è riuscito a trasmettere le sue emozioni, il suo impegno sociale, anche attraverso la storia di qualche animaletto che combatte per la giustizia. È stata la sua immaginazione, la sua sensibilità e la forza universale di una storia capace di parlare a tutti”.

“Dopo quasi trent’anni, vedere La gabbianella e il gatto – ha chiarito – tornare a spiccare il volo è per me un’emozione profonda. Non si tratta di sostituire il film che tanti spettatori hanno amato, ma di restituirgli tutta la sua vitalità, perché possa emozionare ancora chi lo porta nel cuore e incontrare per la prima volta nuovi bambini, nuove famiglie, nuovi sguardi”. Realizzato dai laboratori specializzati Cine Lab Services di Roma, il restauro restituisce al film la luminosità, la ricchezza dei colori e la qualità visiva della versione originale. L’anteprima della nuova versione restaurata ha emozionato la sezione Elements +3, bambini e bambine nati da mamme che a loro volta sono cresciute con questo capolavoro entrato nella storia dell’animazione italiana. L’intervento di restauro valorizza la raffinatezza del disegno animato, la fluidità dell’animazione e l’intensità della colonna sonora firmata da David Rhodes, impreziosita dai contributi di Carlo Verdone, Samuele Bersani, Ivana Spagna, Gaetano Curreri, Antonio Albanese e Leda Battisti, restituendo tutta la forza espressiva di un film che continua a parlare al nostro presente con immutata poesia. Sulla parte tecnica D’Alò ha spiegato che “l’animazione cambia. Si è evoluta, i disegni sono fatti su tavolette grafiche, non più su carta, ma io credo che lo spirito dell’animazione sia legato al contenuto, sia legato alla sceneggiatura, alla storia. Quindi questi strumenti, questi mezzi più moderni ci permettono solo, e non è poco, di sfruttare maggiormente la tecnica per raccontare nella maniera più dettagliata e migliore possibile la storia, che poteva essere però raccontata in un’altra maniera, anche con la tecnica tradizionale. Questa nuova versione rigenerata ci ha permesso di tornare al film con occhi nuovi, lavorando sul colore e sul sonoro con strumenti digitali che all’epoca non esistevano. È stato come riaprire una finestra su un mondo che conoscevamo bene, ma che oggi può respirare con una luce e una profondità inedite”.


di Eugenio De Bartolis