martedì 14 luglio 2026
Oliver Assayas ha ricevuto il Premio Fiesole ai maestri del cinema. Il riconoscimento, come si legge nella motivazione, è stato assegnato a “una delle figure più poliedriche, acute e audaci del panorama cinematografico contemporaneo”. La cerimonia, che si è svolta presso il Teatro romano di Fiesole (Firenze), ha omaggiato un “regista, sceneggiatore e fine saggista”. Per il direttore artistico Marco Luceri, Assayas “ha saputo raccogliere la lezione della Nouvelle Vague per traghettarla nelle complessità del XXI secolo, ridefinendo costantemente i confini del racconto visivo”. Luceri ha rimarcato “la capacità dell’autore di attraversare con straordinaria libertà il dramma intimo, il thriller geopolitico, la serialità e il metacinema”. Olivier Assayas ha accolto il premio con grande emozione, sottolineando il legame profondo tra la sua formazione artistica e il cinema italiano.
Il cineasta francese, che si è definito “figlio della Nouvelle Vague e anche figlio del grande cinema italiano”, ha ricordato l’influenza di maestri come Pier Paolo Pasolini, Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni e Roberto Rossellini nella costruzione del suo sguardo cinematografico. “Non sarei il regista che sono se non avessi ammirato prima il cinema italiano”, ha detto ancora Assayas, autore di opere diventate punti di riferimento del cinema contemporaneo come Irma Vep, Sils Maria (Clouds of Sils Maria) e Personal Shopper. Nel suo intervento il maestro francese ha poi richiamato l’attenzione sulle difficoltà che oggi attraversa il cinema: “È importante proteggere quello che si fa di meglio nell’arte cinematografica, ciò che ha a che vedere con una forma di spiritualità e con la libertà di espressione”. Per Assayas, il futuro del cinema passa anche attraverso il sostegno delle istituzioni: “Il cinema è un’arte commerciale, si fa con i soldi e deve raggiungere il grande pubblico, ma è ancora più prezioso quando riesce a parlare a chi ha un desiderio di amore, di fede e di spiritualità”.
di Eugenio De Bartolis