martedì 23 giugno 2026
L’intervista a Tiziano Panici, direttore artistico di Dominio Pubblico Youth Fest
Dal 23 al 28 giugno il Teatro India ospita la tredicesima edizione di Dominio Pubblico Youth Fest, il festival multidisciplinare dedicato agli artisti under 25. Teatro, danza, musica, cinema, arti visive, fumetto e arti digitali si incontrano in una settimana di spettacoli e performance che mette al centro il talento delle nuove generazioni. Ne abbiamo parlato con Tiziano Panici, direttore artistico del progetto.
Benvenuto a L’Opinione Tiziano. Che cos’è lo Youth Fest e come nasce l’idea di creare uno spazio dedicato ai giovani in cui esprimersi attraverso diverse forme artistiche?
L’idea nasce oltre dieci anni fa dall’esigenza di creare uno spazio in cui la creatività dei giovani potesse essere ascoltata e ottenere la giusta visibilità. Insieme al Teatro Argot e al Teatro dell’Orologio ci siamo interrogati su come coinvolgere nuove generazioni di spettatori, in un momento in cui il pubblico teatrale stava diminuendo. Da questa riflessione è nato Dominio Pubblico, un percorso che dura tutto l’anno e che trova nello Youth Fest il suo momento culminante.
Come si svolge la selezione degli artisti e dei progetti che partecipano al festival e quali caratteristiche cercate nelle proposte?
Ogni anno, nel mese di dicembre, viene lanciata una call nazionale aperta a tutte le discipline artistiche. Una delle caratteristiche principali dello Youth Fest è la multidisciplinarità: ospitiamo teatro, danza, musica, arti urbane, fumetto, cinema e arti digitali.
La selezione viene effettuata da un gruppo di giovani, affiancati da tutor professionisti dei diversi settori. Per questo possiamo dire che è un festival pensato dai giovani per i giovani. Possono partecipare artisti singoli, compagnie, collettivi e gruppi già formati. Ciò che conta è la qualità della proposta, la ricerca artistica e la capacità di sperimentare nuovi linguaggi.
Quest’anno il festival porta il titolo “Sorgenti”. Come nasce questo tema e quale messaggio volete trasmettere?
Il titolo nasce dal lavoro della Direzione Artistica Partecipata. Una volta conclusa la selezione dei progetti, i ragazzi si confrontano e individuano il tema che meglio rappresenta l’edizione.
Quest’anno è stato scelto “Sorgenti”, accompagnato dal claim: “Ogni sorgente inizia con una piccola crepa”. È un’immagine che racconta bene il percorso degli artisti emergenti, che cercano uno spazio per esprimersi e rendere visibile il proprio talento. Le sorgenti rappresentano una forza che trova una strada per emergere, proprio come accade ai giovani creativi che partecipano al festival.
Come si svolgono le giornate e le serate dello Youth Fest e cosa troverà il pubblico?
Dal 23 al 28 giugno, ogni giorno dalle ore 19 alle 24, il Teatro India sarà animato da una programmazione continua. Gli eventi sono organizzati senza sovrapposizioni, così da permettere al pubblico di seguire l'intero percorso della serata.
La maggior parte delle iniziative è gratuita. Gli spettacoli ospitati nelle sale teatrali prevedono un biglietto simbolico compreso tra tre e cinque euro, perché l'accessibilità è uno dei valori fondamentali del festival.
Ogni sera il pubblico potrà assistere a spettacoli, concerti, performance, incontri e momenti di socialità. Sarà possibile vivere il teatro come un luogo aperto, accogliente e attraversabile, dove trascorrere l'intera serata.
Esiste una forma di premio oppure l’obiettivo principale è offrire visibilità ed esperienza ai giovani artisti?
Non abbiamo mai voluto costruire il festival attorno alla competizione. Il nostro obiettivo è offrire opportunità di crescita, confronto e visibilità.
Molti dei progetti ospitati provengono da premi e reti nazionali importanti. Inoltre, collaboriamo con realtà che sostengono concretamente i giovani artisti, offrendo occasioni di produzione, circuitazione e crescita professionale. Più che una gara, lo Youth Fest vuole essere un luogo di incontro e di possibilità.
Siamo arrivati alla tredicesima edizione: qual è il bilancio di questo percorso e quali cambiamenti avete osservato nel mondo della creatività giovanile?
Lo Youth Fest rappresenta un osservatorio privilegiato sullo stato della creatività giovanile in Italia. Attraverso le candidature e i progetti che riceviamo ogni anno possiamo cogliere le trasformazioni del panorama culturale.
Oggi il teatro vive una fase complessa, caratterizzata da una forte sovrapproduzione e da difficoltà nella formazione e nella distribuzione dei giovani artisti. Al contrario, altri settori come la danza stanno vivendo una crescita significativa, con artisti sempre più preparati e inseriti in reti internazionali.
In generale, vediamo una grande voglia di esprimersi, ma anche molte difficoltà nel trasformare una passione in una professione stabile.
Quali sono oggi le principali sfide che incontra un giovane artista che vuole trasformare la propria passione in una professione?
La sfida più importante è essere riconosciuti come professionisti fin da giovani. Molti ragazzi hanno talento, preparazione e idee, ma trovano pochi spazi in cui crescere e confrontarsi con il pubblico.
Per questo lo Youth Fest cerca di offrire occasioni concrete, mettendo i giovani artisti in relazione con teatri, operatori culturali e realtà consolidate. Responsabilizzazione, fiducia e possibilità di mettersi alla prova sono strumenti fondamentali per costruire il loro futuro.
Anche per chi non lavorerà nel mondo dello spe
ttacolo, quale valore possono avere esperienze come Dominio Pubblico Youth Fest nel percorso di crescita personale?
Questo è forse l’aspetto più importante del nostro lavoro. Lo Youth Fest è soltanto il punto di arrivo di un percorso che dura tutto l’anno.
Attraverso attività formative, laboratori e percorsi di visione condivisa, aiutiamo i giovani a sviluppare spirito critico, capacità di scelta e senso di appartenenza a una comunità. Anche chi non lavorerà nello spettacolo acquisisce strumenti preziosi per comprendere meglio il mondo e costruire la propria identità culturale.
Quali sono i prossimi obiettivi e i sogni che vorreste realizzare per lo Youth Fest e per Dominio Pubblico?
Uno dei risultati più importanti raggiunti recentemente è stata la possibilità di curare la programmazione estiva del Teatro India. Lo scorso anno abbiamo portato oltre seimila persone agli eventi estivi, dimostrando che esiste un forte desiderio di partecipazione culturale.
Il nostro obiettivo è continuare a crescere, consolidare i percorsi formativi e rafforzare il dialogo con le istituzioni. Progetti come questo possono esistere soltanto se sostenuti da politiche culturali attente e lungimiranti.
Dopo tanti anni di lavoro con i giovani, qual è la lezione più importante che le nuove generazioni le hanno lasciato?
È una domanda bellissima, perché di solito viene posta al contrario.
In questi anni sono cresciuto molto grazie ai ragazzi e alle ragazze che hanno partecipato al progetto. Ho imparato l’importanza dell'ascolto, della condivisione e della costruzione collettiva. Molte delle innovazioni che hanno caratterizzato il festival sono nate proprio dal confronto con loro.
Lo Youth Fest è diventato multidisciplinare, aperto al networking e ai nuovi linguaggi molto prima che queste parole diventassero centrali nel dibattito culturale. Tutto questo è stato possibile perché abbiamo costruito uno spazio in cui i giovani hanno potuto sentirsi ascoltati e protagonisti.
Per concludere, ricordiamo quando si svolgerà lo Youth Fest 2026.
Lo Youth Fest si svolgerà dal 23 al 28 giugno 2026 al Teatro India di Roma. Ogni sera, dalle ore 19 alle 24, il pubblico potrà partecipare a una ricca programmazione di spettacoli, concerti, performance e incontri dedicati alla creatività delle nuove generazioni.
di Francesca Marti