Con gli Iron Maiden l’heavy metal esordisce a San Siro

giovedì 18 giugno 2026


Gli Iron Maiden sono tornati in Italia. Il leggendario gruppo heavy metal britannico ha portato, per la prima volta, la musicapesante” allo Stadio San Siro di Milano. Ieri sera, per i 45mila fan accorsi da tutto il Paese, è stato un viaggio nei ricordi a ritmo di galoppate e riff iconici. “Milano, finalmente a San Siro! È un’emozione suonare in questo leggendario stadio, 50 anni fa non pensavamo certo che ci saremmo esibiti qui un giorno, per giunta di fronte a un pubblico così numeroso, come mai avuto in Italia, è davvero un sogno”, ha esclamato dal palco il frontman Bruce Dickinson, con l’immancabile giacca di pelle e la lunga chioma che da decenni ne caratterizzano l’immagine.

L’appuntamento milanese rientra nel tour celebrativo Run for Your Lives. From Iron Maiden to Fear of the Dark, la tournée con cui gli Iron Maiden stanno festeggiando cinquant’anni di attività ripercorrendo i primi nove album della loro carriera, dall’esordio omonimo del 1980 fino a Fear of the Dark del 1992. Sul palco la formazione attuale: Dickinson, entrato nella band nel 1982, insieme allo storico bassista Steve Harris, al batterista Simon Dawson e ai chitarristi Dave Murray, Adrian Smith e Janick Gers. Il legame con Milano affonda le radici nel tempo. Era il 1980 quando il gruppo britannico si presentò per la prima volta in Italia al Velodromo Vigorelli, aprendo un concerto dei Kiss. Quarantacinque anni dopo, i pionieri dell’heavy metal sono tornati nel capoluogo lombardo per un evento che, pur senza registrare il tutto esaurito, ha scritto una pagina significativa della musica dal vivo italiana. Con oltre 130 milioni di dischi venduti e più di 2.400 concerti alle spalle, gli Iron Maiden hanno aggiunto un nuovo tassello alla propria leggenda, facendo di San Siro una delle tappe simbolo del tour europeo che si concluderà l’11 luglio in Uk.

L’inizio dello spettacolo è affidato a “Murders in the Rue Morgue”, brano del 1981 ispirato a Edgar Allan Poe, seguito da “Wrathchild” e dalla title track di Killers. Non manca spazio per “Phantom of the Opera”, tratta dall’album d’esordio che porta il nome della band, ispirato all’antico strumento di tortura noto come vergine di ferro (iron maiden, appunto). Ma il primo vero boato degli oltre 40mila spettatori arriva con “The Number of the Beast”: l’urlo iniziale di Dickinson accende immediatamente San Siro, trasformando lo stadio in un gigantesco coro. La scaletta prosegue attraversando alcuni dei capitoli più celebri della storia del gruppo. Da “Powerslave” alla monumentale “Rime of the Ancient Mariner”, fino alla trascinante “Run to the Hills”, uno dei primi grandi successi internazionali della band, dedicato allo scontro tra coloni e nativi americani.

Mentre gli schermi laterali amplificano ogni dettaglio della performance, sul maxi schermo centrale scorrono immagini evocative che spaziano dal cinema espressionista di Murnau alla presenza costante della mascotte Eddie, il mostro simbolo degli Iron Maiden. Lo spettacolo continua tra classici intramontabili come “Seventh Son of a Seventh Son” e “The Trooper”. Proprio durante quest’ultima Dickinson, che nei giorni scorsi si è allenato di scherma alla Pro Patria et Libertate di Busto Arsizio, impugna e sventola la bandiera italiana tra gli applausi del pubblico. Il viaggio attraverso mezzo secolo di musica arriva ai bis. Con “Fear of the Dark” San Siro torna a ospitare cori da stadio, prima dell’ultimo saluto affidato a “Wasted Years”. Si chiude così una serata che celebra cinquantanni di carriera, raccontati anche dal documentario Burning Ambition e consacrati dall’ingresso nella Rock & Roll Hall of Fame.


di Redazione