lunedì 15 giugno 2026

Per festeggiare i 20 anni della loro prima fatica in studio, i Bring Me The Horizon hanno ri-registrato da capo tutto Count Your Blessings. Oliver Sykes & Co. non hanno mai nascosto di non essere soddisfatti del sound del loro primo disco, e ne hanno approfittato per regalare ai fan una versione come si deve dell’album di esordio della band di Sheffield. Il disco, uscito nel 2006, ha dato il via alla carriera della band deathcore più famosa del mondo. In 20 anni e passa di carriera, grazie alla discografia recente e al lavoro più fortunato della band, Sempiternal (2014), i Bmth sono andati oltre lo steccato del genere, suonando con la Parallax Orchestra alla Royal Albert Hall, sono stati nominati due volte ai Grammy, e hanno vinto nel 2024 i BRIT Awards come Best Alternative/Rock Act. Ma i Bring – come li chiamano i fan italiani – sono partiti da lì. Dal 2006, da uno studio di registrazione di Birmingham, da Count Your Blessings, dal tour inglese a supporto dei Lostprophets e quello europeo come apertura dei Killswitch Engage. Grazie a quel disco, che suona “strano”, che ha polarizzato (al tempo) la critica e fatto innamorare i fan, suonato e registrato sotto l’influenza di troppo alcol – “uscivamo tutte le sere, eravamo normalissimi diciottenni”, ha spiegato il batterista Matthew Nicholls – i Bring Me The Horizon sono arrivati al pubblico metal. Successivamente, quando la band è diventata una delle più famose del genere, sempre grazie a Count Your Blessings il mondo dell’heavy metal “mainstream” si è addentrato nel deathcore. È anche grazie al primo disco dei Bmth se questo sottogenere è diventato uno dei tratti caratteristici del metal contemporaneo.
Venerdì scorso è uscito (ri-uscito?) il primo singolo che anticipa il disco, Black & Blue, e suona esattamente come una canzone metal uscita nel 2026. I Bmth non si sono limitati a ri-registrare il disco, ma hanno deciso di farlo suonare come un disco del futuro, ovvero, del presente. Senza rispettare la continuità temporale, ora l’album suona come un qualunque disco metal: batterie altissime nel mix, chitarre e voci molto compresse e processate e bass drop come se piovesse. Ascoltare Count Your Blessings, per molti die-hard fan era anche tornare al passato, alle sonorità di quando la musica si caricava su Myspace e YouTube era una novità. È chiaro che i Bring Me The Horizon abbiano registrato da capo l’album di esordio per ragioni personali: perché non erano soddisfatti del lavoro svolto con i mezzi (limitati) di una band emergente, e perché quella produzione “dozzinale” poteva sembrare una macchia sul curriculum di una delle band di heavy metal estremo più famose di sempre. Questi motivi, uniti all’impatto non indifferente dell’operazione commerciale e al successivo tour mondiale, giustificano da soli l’uscita di Count Your Blessings (2026 Repented). Ma lo strano, disordinato e confuso album d’esordio dei Bmth era come noi fan: strani, disordinati e confusi. E se anche Count Your Blessings, 20 anni dopo, è diventato “normale”, allora adesso toccherà anche a noi?
di Edoardo Falzon