“Cena con sorpresa”: amicizie infrante

mercoledì 13 maggio 2026


Ricordate la canzone Quattro amici al bar di Gino Paoli? Beh, qui sono solo tre (bravissimi attori): Stefania (Tosca d’Aquino), architetto e impegnata nel sociale; suo marito Arnaldo (Simone Montedoro), avvocato penalista ed esempio monumentale del “come sei pesante!”, più volte somministratogli dalla napoletanissima moglie nel corso degli eventi; Francesco (Toni Fornari, che cura anche la regia dello spettacolo), noto architetto cinquantenne che costruisce grattacieli e case seriali in giro per il mondo. Loro tre, sono amici da tempo immemorabile, quaranta anni per la precisione, e coltivano il rito comune di ritrovarsi ogni anno per la “cena della Molotov”, giorno in cui nei lontani anni Settanta, facendo parte del gruppo pseudo rivoluzionario delle pantere, uno di loro (Arnaldo) tirò maldestramente una molotov incendiando la macchina nuova di zecca (una Mercedes ultimo strillo, per di più) del proprio padre. Da qui, il titolo dello spettacolo imperdibile Cena con sorpresa (alla Sala Umberto di Roma fino al 17 maggio), che irradia per tutta la sua durata uno humor tutto italiano e particolarmente brillante, in cui Arnaldo è il mattatore umorale con le sue memorabili e tremende battute, accompagnate da una gestualità debordante e dai toni di voce costantemente alterati, che gli gonfiano le vene del collo. E poi, ci sono gli altri due: Stefania, bellezza angelica, flemmatica fino a un certo punto, che prende in giro con molto garbo quel suo marito un po’ troppo rana di Fedro e assai poco collaborativo nelle faccende domestiche, tanto da aver molto apprezzato la rinuncia di sua moglie (pur dotatissima) a svolgere la sua professione di architetto, per occuparsi a tempo pieno di casa e bambina, Angelica. Che però, ora è cresciuta, ha 25 anni e rientra da Milano dove ha frequentato un master poster laurea in architettura.

Arnaldo, genitore “aperto” che regala alla figlia quindicenne una piantina di cannabis, evitando poi grazie a conoscenze professionali di pagarne penalmente il conto, a seguito della denuncia di vicini “bigotti”, ma che sotto, sotto prova una gelosia inconfessabile per quel suo amico di sempre, Francesco, un po’ pingue ma grande sciupafemmine grazie a doti, per così dire, accessorie. Come quella di saper intrattenere con la chitarra il gruppo di pari (e qui Fornari suona per davvero con una bella voce intonata, dedicando una canzone alla sua nuova, giovane fiamma), e di ispirare simpatia a prima vista. Francesca ha preparato la cena, alla quale giunge puntualissimo per la prima volta nella sua vita l’ospite Francesco, mentre Angelica, dopo qualche scambio pungente con madre e padre, arriva cambiata d’abito con un vestitino molto aderente e corto. Dopo aver guardato foto d’epoca, che ritraggono loro tre adulti da giovani, con amoretti e compagnie varie, l’ambiente si scalda quando Francesco si dichiara solennemente innamorato di una giovane donna con la metà dei suoi anni, colpendo tutti al cuore per la sorpresa. A esserne sconvolto è soprattutto l’ipocondriaco Arnaldo, che vede per sé infarti a tutto spiano, mentre ovviamente sta benissimo con il cuore, attirandosi così le battute sagaci della moglie, come tanti calci di rigore. E qui arriva un duetto degli equivoci con Angelica, sempre più sulle spine, in attesa che Francesco riveli ai suoi di essere proprio lui il futuro “genero” maturo, avendo allacciato con la loro giovane figlia una relazione sentimentale durante il periodo di studi di lei a Milano, città di residenza e di lavoro di Francesco.

La forza della pièce, in cui tutta la compagnia dà prova di una straordinaria, armonica fusione scenica, è proprio nella coniugazione ipocrita di una famiglia perbene che ha educato la propria unica figlia all’esercizio di libertà, ma non quella scandalosa e inammissibile di contrarre legami affettivi con persone che abbiano il doppio della sua età. Nel senso che va benissimo se si trattasse di “un’altra”, perché che vuoi possa incidere la differenza d’età, ma quando si tratta di prenderne atto e di approvare un’unione tanto sperequata tra il vecchio sodale di sempre e la propria figlia, allora sì che vengono fuori tutte le contraddizioni di questo mondo. Con Stefania che enumera le ovvie controindicazioni (tipo: quando tu avrai voglia di andare a ballare dovrai fare i conti con lui che vorrà restare a casa indossando il suo bel pigiamino pronto per la notte), mentre Arnaldo andrà su tutte le furie simulando infarti imminenti, e gridando minaccioso per tutto il tempo al tradimento dell’amico.

Ma, in questo assai divertente spettacolo non si smette davvero mai di ridere, anche perché i tempi della battuta sono praticamente perfetti, e tutti hanno una allure di naturalezza (trovi, cioè, i loro personaggi assolutamente veritieri e i dialoghi del tutto spontanei tra di loro). Come andrà a finire? Di sicuro con un altro, l’ennesimo, infarto simulato di Arnaldo.


di Maurizio Bonanni