mercoledì 13 maggio 2026
Peter Jackson ha ricevuto la Palma d’oro alla carriera. A consegnargliela è stato il suo Frodo, Elijah Wood, nel corso dell’inaugurazione del Festival di Cannes. Il regista visionario che ha rivoluzionato il cinema epico, ha subito giocato con il suo attore, scherzando sui baffi e la barba corta sfoggiati dall’interprete della saga de Il signore degli anelli (The Lord of the Rings). “Sono così contento che finalmente ti siano cresciuti. So che ci hai provato per decenni, ed è piuttosto cool questo look alla Clark Gable. Se si facesse un remake di Via col vento parti avvantaggiato”. Poi il regista neozelandese si è soffermato sul riconoscimento: “È un premio inaspettato e miracoloso, direi, perché non avrei mai immaginato di vincere la Palma d’oro. Non realizzo film per cui si pensa alla Palma d’oro. Quindi questa è una sorpresa assolutamente straordinaria e un onore incredibile. Sono stato a Cannes solo due volte prima d’ora, ma entrambe le volte che ci sono venuto, si è trattato di una tappa importante della mia carriera”.

La premiazione è stata preceduta dalla cerimonia d’apertura della 79ª edizione della kermesse condotta dalla splendida Eye Haïdara (nella foto), attrice francese di origini maliane ammirata nel capolavoro di Olivier Nakache e Éric Toledano, C’est la vie - Prendila come viene (Le sens de la fête), datato 2017. Le dive Jane Fonda e Gong Li, entrambe in look total black, hanno proclamato ufficialmente l’inizio del festival. L’attrice cinese naturalizzata singaporiana ha detto “Jane viene dall’Occidente, io dall’Oriente. Stasera siamo qui insieme. Questa è la magia del Festival di Cannes. È sempre stato un onore per me rappresentare il cinema cinese qui. Il cinema trascende lingue, culture e generazioni. Parla di ciò che tutti condividiamo: le emozioni umane. Il cinema ci permette di incontrarci e di connetterci. Questo è il potere del cinema”. L’interprete statunitense, due volte Premio Oscar, ha sottolineato che è “questo è il potere che ci ha portato qui stasera. Credo nel potere delle voci sullo schermo, delle voci fuori dallo schermo, specialmente ora. Credo che il cinema sia sempre stato un atto di resistenza. Perché raccontiamo storie e queste ci aiutano a costruire una società. Storie che creano empatia verso gli emarginati. Storie che ci permettono di provare le stesse emozioni, nonostante le nostre differenze. Storie che ci mostrano che esiste un futuro alternativo, ed è possibile”.
di Eugenio De Bartolis