sabato 9 maggio 2026
La storia del Teatro “Giuseppe Verdi” di Pisa, prima ancora Regio Teatro Nuovo, si racconta attraverso i suoi manifesti. Testimoni di grandi stagioni cartellonistiche dell’Ottocento, quei manifesti ora restaurati, almeno nel loro primo nucleo dell’allora Regio Teatro Nuovo, sono visibili al pubblico dei visitatori grazie a una mostra da poco inaugurata, che resterà disponibile fino al 31 luglio. I “Verdi manifesti”, in totale 150 “affiche” raccontano la storia di un teatro, della musica pisana e dei cantanti d’opera. Stampati tra il 1867 e il 1935 “costituiscono un unicum in cui si conserva la storia del teatro e le strategie visive e dinamiche commerciali implicite allo strumento manifesto”. Lo scrive Manuel Rossi, il curatore della mostra. “Dinamiche che risultano ancora più pressanti se si pensa che anche in una città come Pisa, a fine Ottocento, erano attive almeno tre grandi sale”. Infatti, oltre al Regio Teatro Nuovo poi dedicato a Giuseppe Verdi, vi erano il Teatro Rossi e il Politeama, realtà fortemente in competizione tra loro.

“I grandi manifesti sono stati ripiegati da oltre un secolo – continua Rossi – e necessitavano di un restauro al fine di una adeguata conservazione. Su indicazione dell’Ufficio stampa e comunicazione del Teatro Verdi, che conserva l’Archivio, il fondamentale contributo offerto da Farmigea è stato indirizzato, in stretta sinergia con la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Toscana, proprio al restauro di un primo nucleo di diciassette manifesti al centro della presente esposizione”. La mostra che oggi si snoda attraverso un percorso tra cartelloni delle migliori stagioni operistiche è una scelta memoriale. A partire da Guglielmo Tell, del 12 novembre 1867, per continuare con Luisa Miller (1871), Macbeth, La fata Nix (1873), Il profeta (1877), poi ancora glissando si ritrova un’Aida e Messa da Requiem (1880), fino alla Sonnambula, Le Villi, Faust, I pescatori di perle (1887). Per il presidente della Fondazione Teatro Giuseppe Verdi, il maestro Diego Fiorini (nella foto), il recupero dei manifesti “è un’occasione straordinaria per valorizzare la storia e il valore sociale che il teatro ha per la città di Pisa”.
di Salvatore La Lota Di Blasi