“Attractions”, il disco jazz di Francesco Pierotti

sabato 9 maggio 2026


Ieri è stato pubblicato il nuovo album di Francesco Pierotti. S’intitola Attractions ed è il nuovo capitolo discografico del contrabbassista jazz. Disponibile in copia fisica e in formato digitale, l’opera è stata consegnata alle stampe dall’etichetta indipendente Wow Records. In questo nuovo cimento, Pierotti è stato affiancato da due nomi prestigiosi della scena jazzistica nazionale: Roberto Tarenzi al pianoforte e Lorenzo Tucci alla batteria. Nel cd figurano nove standard appartenenti all’immortale tradizione: Bags’ Groove di Milt Jackson; All God’s Chillun Got Rhythm di Walter Jurmann, Gus Kahn e Bronisław Kaper; No moon at All di David Mann e Redd Evans; Valse Hot di Sonny Rollins; Modinha di Antônio Carlos Jobim; Like Someone in Love di Johnny Burke e Jimmy Van Heusen; Come Rain or Come Shine di Harold Arlen e Johnny Mercer; For All We Know di J. Fred Coots e Sam M. Lewis; e Will You still be Mine? di Tom Adair e Matt Dennis.

Attractions non è un’operazione filologica in senso stretto. È un album senza dubbio rispettoso della tradizione del jazz, ma ciò che colpisce profondamente è la lodevole intenzione di reinventare i nove standard attraverso una spiccata personalità artistica, una propria identità musicale e una fervida creatività. Il tutto messo in evidenza da una costante e brillante ricerca dell’interplay che rappresenta il vero comun denominatore del trio. Come sottolinea Francesco Pierotti, Attractions è “un progetto che nasce in modo spontaneo”. Il musicista ricorda: “Ho organizzato una session con due dei musicisti del panorama jazz italiano che stimo di più, Roberto Tarenzi e Lorenzo Tucci, con i quali ho condiviso molto e ai quali devo tanto musicalmente. Quello che è successo in seguito è nel disco: nove standard che parlano un po’ di noi tre. Il jazz è sicuramente la musica che più di tutti enfatizza le personalità e trae spirito dalle differenze musicali di chi la suona. È quello che è successo in Attractions, in quanto ognuno di noi ha attratto l’altra maniera istintiva verso una parte del proprio mondo musicale, del proprio spirito musicale. Proprio perché ci siamo lasciati trasportare e attrarre verso questa energia è nato questo lavoro: un album che ha una voce tutta sua. Credo che sia questa la strada grazie a cui, anche se continuiamo a suonare standard della tradizione, ogni volta diamo vita a qualcosa di nuovo”.

Francesco Pierotti è un contrabbassista jazz e compositore dall’indubbio valore. Eccellente conoscitore della tradizione jazzistica, ma sempre di larghe vedute e orientato con lo sguardo e le orecchie tese verso la modernità e l’innovazione, è uno fra i jazzisti italiani più interessanti della sua generazione. Grazie alle sue qualità artistiche, nell’arco della carriera ha stretto collaborazioni decisive al fianco di numerosi jazzisti del panorama nazionale e internazionale come Seamus Blake, Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Rosario Giuliani, Roberto Gatto, Stefano Cocco Cantini, Lorenzo Tucci, Roberto Tarenzi, Amedeo Ariano. Molto attivo da concertista sia in Italia che all’estero, Pierotti è inoltre un ottimo insegnante. A tal proposito, ha pubblicato due metodi, Finger it Different e La tecnica della mano destra nel contrabbasso (edito da Volontè), particolarmente apprezzati da alcuni fra i più autorevoli contrabbassisti classici, jazz e bassisti jazz come Marco Panascia, Dario Deidda, Rufus Reid, Yuri Goloubev, Catalin Rotaru e Rinat Ibragimov.


di Lia Faldini