Pisa, a Palazzo Blu i “Paesaggi di vita” di Piero Macola

martedì 28 aprile 2026


Una mostra a Pisa per raccontare vent’anni di ricerca visiva e narrativa dell’artista Piero Macola. Ai suoi Paesaggi di vita Palazzo Blu dedicherà, infatti, tre intere stagioni. È una mostra grafica curata da Giorgio Bassi, realizzata da Palazzo Blu, in collaborazione con Lucca Comics & Games e con il sostegno di Fondazione Pisa. In esposizione le tavole originali, bozzetti e materiali preparatori di uno dei protagonisti più rilevanti del fumetto d’autore contemporaneo. Fino all’8 novembre i visitatori potranno ammirare una selezione raffinata di opere che raccontano il percorso di vita e formazione dell’artista. Formatosi a Bruxelles all’Institut Saint Luc, e poi affermatosi nel panorama internazionale con un linguaggio distintivo in cui documentazione, esperienza diretta e immaginazione si intrecciano attorno a temi come memoria, identità e marginalità.

Un linguaggio visivo, quello di Piero Macola, che i visitatori potranno interpretare attraverso le sue opere più significative: Le Tirailleur (2014), dedicato alla memoria postcoloniale; Gli indesiderati (2019), ambientato lungo il Po e dedicato al tema del caporalato che colpisce i lavoratori stranieri; Lagune (2023), distopia veneziana in cui la città si trasforma in uno scenario inquietante, specchio delle tensioni contemporanee legate alle migrazioni e ai confini; La Vallée heureuse (2026), che viene presentato a Pisa in anteprima assoluta. Si tratta di un’opera a cui Macola sta ancora lavorando. Un’opportunità per i visitatori osservare un’opera mentre è in divenire. L’esposizione si completa con una selezione di illustrazioni prodotte tra il 2015 e il 2025 che mettono in risalto il ruolo dell’illustrazione come spazio autonomo di sperimentazione, mantenendo un dialogo continuo con il fumetto. Lo stesso fumetto che, dice il curatore Giorgio Bacci, “diventa dispositivo critico per leggere le fratture della contemporaneità: dalle memorie postcoloniali alla marginalità sociale, fino alle derive distopiche, il suo segno si muove in equilibrio tra documentazione e immaginazione, componendo un racconto per immagini capace di dare voce alle zone d’ombra del nostro presente”.

(*) La prima foto è una riproduzione del Manifesto per il festival Polar, Cognac, 2024. Un acquerello, inchiostro nero e matite colorate su carta, 29x43,5 centimetri

(**) La seconda foto è una riproduzione di Lagune. Un acquerello, inchiostro nero e matite colorate su carta, 45,7x32,5 centimetri, del 2023


di Salvatore La Lota Di Blasi