Ricordiamo Gertrude Bell

lunedì 9 marzo 2026


In occasione della passata Festa della Donna è bello ricordare una donna speciale, Gertrude Bell, artefice della mappa dell’attuale Medio Oriente. Avventuriera, archeologa, scrittrice, diplomatica, spia in grado di parlare fluentemente arabo e persiano, Gertrude Bell fu la donna più potente dell’impero coloniale britannico al termine del primo conflitto mondiale. Protagonista della creazione del moderno Stato dell’Iraq, di cui ha contribuito a tracciare i confini, idealista come il suo fedele amico Lawrence d’Arabia, coraggiosa, tenace come il giovane Winston Churchill, figlia amata e incompresa di una ricca famiglia vittoriana, donna disperatamente innamorata, Gertrude Bell resta un enigma, persa nel silenzio che la Storia, troppo spesso, riserva alle imprese femminili.

A seguito degli accordi segreti tra Francia e Inghilterra, negoziati nel bel mezzo della Prima guerra mondiale per spartirsi l’area della Mesopotamia in gran parte dominata dall’impero ottomano, fu ridisegnata l’area con la conferenza del Cairo nel 1921. La Bell fu l’unica donna a partecipare ai tavoli di discussione accanto a Winston Churchill e nell’occasione ebbe modo di trasformare le sue fantasie romantiche in realtà geopolitica.

Mesopotamia, l’Assiria e la Babilonia, le prime città-Stato, i primi imperi; la terra di Noè e di Abramo, i sangiaccati di Baghdad e Damasco. Lei, Gertrude Bell, riuscì a imporre la sua fusione anglo-araba, colloquiando con Faysal e i califfi, respingendo gli ostacoli, gli scettici e tutti coloro che hanno cercato di intralciarle il cammino. Ha tenuto duro e ottenuto ciò che voleva.

La sua cultura − laurea in storia moderna a Oxford, archeologa, fondatrice del museo di Baghdad, poliglotta, grande viaggiatrice − l’aveva fatta individuare per far parte dell’Arab Bureau, cellula dell’intelligence britannica al Cairo dove lavorò a stretto contatto con personaggi come T.E. Lawrence, il più famoso Lawrence d’Arabia, e Percy Cox, alto commissario britannico a Baghdad.

La sua vita privata fu affascinante ma non fortunata: rimasta orfana di madre molto presto, rimase legatissima al padre, amò uomini che non la ricambiavano e non si sposò mai. Imperialista convinta, amava il popolo arabo e in particolare i beduini e rispettava i loro costumi.

La sua visione di un Iraq unito, con una convivenza pacifica tra sunniti, sciiti e curdi era ambiziosa e la Bell è ricordata come una pioniera che ha sfidato le convenzioni sociali del suo tempo e ha lasciato un segno indelebile nella storia del Medio Oriente.

Nel giorno della Festa della Donna è stata ricordata in un incontro letterario presso lo spazio Forof di Giovanna Caruso Fendi ed è stata fatta rivivere attraverso le pagine del libro Mesopotamia di Olivier Guez, romanzo storico e prezioso documento sulle origini del caos in cui è precipitato oggi il Medio Oriente.


di Ferdinando Fedi