giovedì 26 febbraio 2026
La solita serata sanremese, la seconda di cinque, niente di nuovo sul fronte. I cantanti si alternano sul palco, i conduttori li presentano aiutati dai co-conduttori, poche gaffe, qualche sketch e varie pause pubblicitarie. All’improvviso, l’Ariston si ferma per lasciare spazio a un artista: Achille Lauro. Si abbassano le luci e la penombra regala l’immagine di una donna, la soprano Valentina Gargano che, dando le spalle al pubblico, cammina verso le sagome di un coro accompagnata da una musica solenne. A un tratto arriva lui, elegante. Con voce vibrante intona i primi versi di Perdutamente, canzone presentata per l’occasione con un arrangiamento lirico. Il teatro è pieno e tutto il pubblico è in piedi, in un silenzio profondo e carico di emozione. Con gli occhi lucidi si lascia trasportare da questa esibizione intensa e toccante fino a lasciarsi andare in un applauso quasi liberatorio.
L’esibizione è un fuoriprogramma. Lauro deve cantare a Sanremo 2026 la canzone portata in gara lo scorso anno, Incoscienti giovani, ma dopo aver visto il video di una mamma che canta la sua canzone davanti alla bara del figlio venuto a mancare a soli sedici anni nella tragedia di Crans-Montana, decide di cambiare brano compiendo una scelta di cuore e facendo così un omaggio semplice ma davvero struggente seguito da poche parole: “Ci tengo a dire una cosa importante. Credo che la musica abbia il compito di accompagnarci nella vita, non sia solo intrattenimento ma sia qualcosa di molto più viscerale, credo che se questa cosa possa aver confortato in questo modo anche solo una persona, era un dovere farla…”.
Achille Lauro, la prima volta che calca il palco dell’Ariston, lo fa con trasgressione e sfrontatezza, cantando Rolls Royce, brano capito da pochi e criticato da molti. L’anno dopo “grida in faccia”, allo stesso pubblico, Me ne frego. Nel 2021, sempre a Sanremo ma come ospite fisso, interpreta cinque quadri musicali in omaggio alla “storia di tutti noi” raccogliendo approvazione e disapprovazione senza mezze misure. Nel 2024 ritenta la partecipazione con il brano Domenica presentandosi a petto nudo e “battezzandosi” da solo durante l’esibizione. Lo scorso anno, facendo già intravedere un cambiamento artistico, porta in gara Incoscienti giovani. Proprio quell’Achille Lauro, inizialmente odiato da molti e amato da pochi, regala ieri al pubblico della kermesse canora un’esibizione umana e commovente e un’emozione che non sarà facile dimenticare.
di Roberta Moretti