Visioni. “All Her Fault”, una mater dolorosa alla ricerca del figlio scomparso

All Her Fault è un’avvincente miniserie thriller sul senso di colpa. Ideata e scritta da Megan Gallagher e diretta da Minkie Spiro e Kate Dennis, è tratta dall’omonimo romanzo del 2021 (ancora inedito in Italia) di Andrea Mara, scrittrice irlandese che si sta costruendo un percorso personale nella letteratura gialla. Il racconto televisivo anglo-statunitense, prodotto da Carnival Film & Television Limited, Universal International Studios ha debuttato su Peacock ed è visibile su Sky Atlantic e Now. La miniserie può vantare un notevole cast che vede come protagonisti Sarah Snook, Jake Lacy, Sophia Lillis, Abby Elliott, Dakota Fanning, Jay Ellis e Michael Peña. Il tessuto narrativo, carico di colpi di scena, si sviluppa in otto episodi andati in onda alla fine dello scorso anno. La storia si rivela incalzante sin dalla prima inquadratura. Una madre si trova a vivere l’incubo peggiore per ciascun genitore: va a prendere il figlio a casa di un compagno di classe, ma scopre che il bambino non si trova lì. Marissa Irvine (una dolente Sarah Snook) è donna d’affari di Chicago, sposata con il facoltoso Peter (un enigmatico Jake Lacy) e madre del piccolo Milo (Duke McCloud).

L’idillio familiare s’incrina proprio quando scompare il figlio. La donna è certa che il bambino stia giocando a casa di Jacob (Tayden Jax Ryan), amico del figlio, ma quando lo va a prendere all’indirizzo ricevuto via messaggio, scopre, con sgomento, che l’indirizzo è sbagliato. Dove si trova Milo? Il numero da cui ha ricevuto il messaggio non appartiene alla madre dell’amico di Milo. Chi l’ha preso a scuola fingendosi la babysitter? Inizialmente, Marissa viene giudicata negativamente dalla comunità delle altre madri, accusata di negligenza. Frattanto, la polizia dà il via alle indagini. Il detective Alcaras (un intenso Michael Peña) interroga i familiari e smaschera una lunga rete di segreti e bugie. Sarah Snook si carica sulle spalle una narrazione inquietante, e, con un piglio da mater dolorosa, riesce a rendere credibile il senso di assoluto smarrimento di una donna costretta a districarsi tra impegni familiari e professionali. Il suo controllo della situazione ora rigoroso ora nevrotico subisce un’acme fino all’inevitabile crollo emotivo.

L’attrice australiana riesce a rappresentare una complessa gamma di sentimenti senza cedere alla semplicistica sintesi. Il suo ritorno sul piccolo schermo è assolutamente positivo. E non era affatto scontato dopo i fasti registrati dalla prova offerta nella serie di culto Succession, in cui interpreta Shiv Roy, ruolo per cui ha vinto due Golden Globe e un Emmy. Ma al fianco di Sarah Snook si stagliano le interpretazioni della giovane Carrie Finch (la magnetica Sophia Lillis) e di Lia Irvine (un’acuta Abby Elliott), la sorella vittima predestinata dell’ossessivo Peter. Su tutti, però, è Dakota Fanning, con la sua prova appassionata, a richiamare l’attenzione dello spettatore. L’attrice statunitense interpreta Jenny Kaminski, la madre di Jacob, l’amico di Milo, promuovendo uno straordinario equilibrio tra senso di colpa ed empatia.

La parabola si dipana, sfruttando in maniera impeccabile la suspense, in un crescendo rossiniano di tensione emotiva. Si è pienamente solidali con il dramma familiare sulla ricerca del figlio scomparso. Anche se, episodio dopo episodio, le linee narrative secondarie prendono il sopravvento sulla storia principale. Un fatto è certo: All Her Fault non affronta una materia narrativa nuova. Eppure, il racconto thriller risulta efficace sia nella scrittura che nella messa in scena. Anche se l’aspetto decisivo per la riuscita della miniserie riguarda il confronto tra le varie famiglie appartenenti a classi sociali diametralmente opposte. Non esiste la classe media. Nella Chicago rappresentata da Megan Gallagher, a partire dalla penna di Andrea Mara, o si è troppo ricchi o troppo poveri. Infatti, mentre la protagonista è una benestante professionista che si occupa di un fondo d’investimento, il detective Alcaras non riesce a sostenere economicamente il figlio disabile.

Aggiornato il 20 febbraio 2026 alle ore 18:58